In Volo

12 marzo 2017

Dopo un periodo di nebbie intense che ci hanno tenuto a terra, è arrivata una settimana di luce!

Abbiamo optato per un pranzo nella città di Lubiana. Era da parecchio tempo che non ci andavamo e in verità l’ultima volta  eravamo capitati li “quasi” per caso con l’amico Ivan (dico quasi perché in realtà dovevamo andare a Brindisi…)  ma questa è un’altra storia.

Piano di Volo IFR via Chioggia e Bistrica per poi fare un diretto su Lubiana. Il tempo è ottimo, la nebbia è stranamente rimasta solo sul mare tanto che per tutto l’attraversamento non lo vediamo.

L’avvicinamento avviene in un momento di intenso traffico, ci vettorano per farci perdere un paio di minuti poi siamo “on Loc” e intercettiamo il glide. Volo stupendo con un tempo magnifico in rotta.

Riusciamo a pranzare sul fiume all’aperto con 3 boccali di birra davvero buona. Peccato solo dover rientrare. Il resto lo lascio alle immagini!

 

 


7 marzo 2017

Grazie all’amico Elvio e a Santino, ho potuto provare il mitico SIAI 205.

Ma andiamo con ordine. I-REEM è un SIAI-Marchetti S.205 aereo da turismo e diporto, monomotore, quadriposto, monoplano ad ala bassa, sviluppato dall’azienda aeronautica italiana SIAI-Marchetti nei primi anni sessanta. Destinato al mercato dell’aviazione generale, volò per la prima volta nel 1965 e riscosse un buon successo commerciale.

Nei primi anni sessanta la direzione commerciale della SIAI-Marchetti decise di avviare lo sviluppo di un modello destinato al mercato dell’aviazione da turismo e diporto da affiancare al biposto Aermacchi SF-260 per integrarne la gamma.

L’ufficio tecnico, principalmente nella figura dell’allora capo progettista Alessandro Brena, iniziò un programma per lo sviluppo di un velivolo adatto allo scopo, l’S-205, un monomotore di costruzione metallica, monoplano ad ala bassa, con una cabina da 4 posti ed equipaggiato con un motore Lycoming IO-360-A1B6D da 200 CV.

Ed è proprio questo aeroplano che dopo anni di cure e restauri è tornato a volare.

Avendo sempre volato su P28R e PA28 mi limito a trascrivere alcune sensazioni più’ che dettagli tecnici di volo.

Appena salito a bordo quello che colpisce è la visibilità. Sembra fatto apposta per godersi il panorama, la cabina è spaziosa e la seduta è alta rispetto ai PA28 a tutto beneficio della visibilità e condotta del volo.

Il cruscotto poi, tutto originale, da quel tocco che solo chi è nato sugli “orologi” riesce ad apprezzare.

Per armare il freno di parcheggio prima della messa in moto dobbiamo tirare la leva del freno di parcheggio e ruotarla in senso orario per poi pompare sui pedali dei freni. La messa in moto è semplice, e la prima cosa che si nota è il rumore. Non è un aeroplano da utilizzare senza cuffie! Il motore è già caldo dal volo precedente, quindi disarmando la leva del freno e ripompando sui pedali iniziamo a rullare.

Il movimento a terra è agile, e per avere autorità su freni della pedaliera occorre spingere il pedale fino in fondo.
Le prove motore sono le classiche del Lycoming, al punto attesa una tacca di flap trim neutro e ci mettiamo in posizione di decollo. Temperature e parametri in arco verde e diamo piena potenza. La stabilità orizzontale è facile con piccoli interventi sulla pedaliera e quello che era rumore al parcheggio diventa ora davvero importante. La potenza arriva, la velocità inizia a salire, e guardando l’arco interno dell’anemometro in nodi a 65 kts iniziamo la rotazione. Muso a salire di qualche grado, colpo sui freni gear up. Il movimento del carrello è visibile da un pistone all’interno della cabina a fianco del pilota che si alza fino al massimo con il carrello completamente retratto. Finito il movimento si accende una spia rossa che indica la chiusura dei portelli e che rimane accesa. Impostiamo la salita e la crociera e facciamo qualche manovra. La stabilità è incredibile cosi’ come la visibilià, anche in una giornata come quella di domenica con vento e un po’ di turbolenza. Messo in virata standard rimane fermo quasi fosse sulle rotaie. Non è un corridore a 2.000 piedi con i parametri standard leggiamo 105 kts.

Dopo un paio di manovre ci mettiamo in sottovento. Rallentiamo fino alla velocità di estrazione del carrello che azioniamo. Si accende la luce verde ed il pistone sul fondo della cabina ora rientra. Rallentiamo ancora per arrivare all’arco bianco e estraiamo una tacca di flap. Con una tacca inizia ad appruarsi leggermente. Ci portiamo in base seconda tacca e si appura ulteriormente, impostiamo cosi’ l’avvicinamento a 75 nodi. Elvio mi dice di stare attendo con la terza tacca perché si appruerà molto di più’ e bisognerà contrastare parecchio nel flare arrivando al corto finale con tutto trim indietro per avere sufficiente autorità e non toccare con il ruotino. Registro i consigli e continuo l’avvicinamento, siamo in corto terza tacca e la sensazione è di essere “presi per la coda”. Trim tutto indietro e ci avviciniamo al flare che devo fare tirando tutto sul volantino (come se non ci fosse un domani…) fino all’avvisatore di stallo (che fa una cagnara bestiale). Pennellata sulla pista 29 e liberiamo senza necessità di back track. Al parcheggio stacchiamo tutti gli interruttori e silenziamo il Lycoming.

Grazie Elvio e grazie Santino, una bella esperienza!


28 febbraio 2017

Sabato 25 febbraio in occasione della seconda tornata del memorabile carnevale di Venezia, abbiamo organizzato un Raid con due aeroplani al Nicelli, per poi trasferirci in Piazza San Marco per il carnevale. A dire il vero ci avevamo provato anche il week end precedente ma dopo 3 ore passate sul piazzare a sperare che la nebbia ci permettesse il decollo abbiamo dovuto desistere. La nostra pazienza è stata ampiamente ricompensata!

 

 


22 febbraio 2017

Non si tratta del romanzo di Antoine de Saint-Exupéry, più modestamente uno dei voli notturni di un velivolo della nostra flotta durante una missione di addestramento per il conseguimento della qualifica al volo notturno e all’abilitazione al volo strumentale. Non si può negare che volare di notte ha un certo fascino.

R.R.


14 gennaio 2017

Veloce volo nel primo pomeriggio con l’amico Claudio, a bordo dell’I-MODU, il Piper 28-181 dell’Aero Club di Modena.

Un volo verso nord fimo alle sponde del Po, con una visibilità stupenda, tanto che dalla verticale della città di Carpi era possibile scorgere le due centrali idroelettriche di Ostilia e Sermide lungo il grande fiume, i Colli Euganei che spuntavano dalla foschia bassa, la catena montuosa attorno al Lago di Garda e tutto l’arco dolomitico che pian piano spariva tra le nubi basse cariche di neve…


P.G.


6 gennaio 2017

…un caffè a Verona-Boscomantico…

Cosa c’è di meglio che iniziare l’anno con un volo…

 

E come regalo per la Festa dell’Epifania, che come tutti sappiamo le feste si porta via, ci siamo regalati un giro sul sempre meraviglioso Lago di Garda, concedendoci poi un caffè all’Aeroporto di Verona-Boscomantico.
Con Attilio, Loris e Cristiano, siamo decollati attorno alle 14,35, a bordo dell’I-EMHW, il Piper Arrow dell’Aero Club di Modena, dirigendo verso l’NDB di Gazoldo, volando ad una quota di circa 2000 piedi.


Abbiamo poi proseguito verso Peschiera per poi sorvolare brevemente la penisola su cui sorge il Castello di Sirmione, poi diretti verso l’Aeroporto di Boscomantico.

Dopo una simpatica chiacchierata con Simone, l’addetto alla torre di controllo dello scalo, abbiamo bevuto un caffè.


Ripartiti verso Modena, sempre in contatto con Garda Avvicinamento, abbiamo appreso che una delle tre mongolfiere che avevamo visto all’andata si era schiantata al suolo.

Fortunatamente, abbiamo poi appreso che equipaggio ed occupanti al momento dell’atterraggio d’emergenza si sono buttati fuori dal cestello dell’aerostato.

Beh meglio così….

 


Col sole che scomparendo dietro l’Appennino tingeva di rosso e oro il cielo siamo atterrati a Marzaglia.

Beh un buon inizio d’anno ….no?

P.G.


1 gennaio 2017

Ed invece senza volere mi sono trovato catapultato in un’altra magnifica avventura targata Aero Club Modena.

Con Mirko, il Comandante Catellani, Capo Istruttore e Direttore della Scuola di Volo, Loris ed il mitico Robby Cipolli, siamo decollati, a bordo dell’ammiraglia dell’Aero Club ,il Piper Pa31-325C/R I-LUAN meglio conosciuto come ”la Luana….” , verso uno dei più suggestivi e aeroporti italiani.

Il “Romeo Sartori” di Asiago

Volo meraviglioso sulle montagne sovrastanti lo scalo veneto, tra picchi rocciosi spolverati di neve, cime alberate e canyon da brivido.


Atterraggio perfetto del nostro Mirko e mangiata superba, come sempre del resto, al Ristorante 3409 Ft, il nome del locale prende il nome dall’altitudine in piedi  dell’aeroporto sul livello del mare, appunto 3409 ( 1038 metri circa).

Dopo il caffè con biscottino a forma d’aereo (…finezza non da poco), siamo risaliti sul bimotore per effettuare un paio di procedure ILS con riattaccata, sull’Aeroporto di Parma, poi diretti a casa…

Un’altra giornata,un altro sogno, un altro volo da tenere tra i ricordi più cari….

E questa volta davvero Buon Anno a tutti

 

P.G.


SOCIAL NETWORKS

Seguici sui Social

Aeroclub Modena è presente sui maggiori canali Social. Per qualsiasi informazione non esitate a contattarci. Sapremo rispondere puntualmente ad ogni vostra necessità.