Florida 2018: Episode 01

22 aprile 2018da tarabusi
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Daytona to Berry Island

Anche quest’anno è arrivato il momento magico della settimana dedicata al volo. L’itinerario ci  porta più a Sud a ridosso delle Turk & Caicos. Arriviamo con il volo di linea a Orlando e poi da li in auto fino a Daytona dove l’amico Neil ci darà l’ormai  “nostro” N702RA, un Piper Cherokee, che nel corso degli anni è diventato un fedele compagno di viaggio.

Il noleggio dell’aeromobile è stato più veloce non dovendo fare – quest’anno – il check FAA previsto ogni due anni. Per risparmiare tempo, facciamo volo diretto X50MYGF lasciando la costa nei pressi di Jupiter Inlet a nord di Palm Beach. eApis, e Piano di Volo diretto (visto che per l’uscita non è necessario passare da un aeroporto AOE) ci portano in un paio d’ore a Freeport nella Grand Bahamas. Dobbiamo rifornire perché il giorno dopo scenderemo a George Town ad Exuma International per il refuelling.

Evitiamo Port Canaveral e la zona di Titusville interessata da una manifestazione aerea passando dall’interno per poi virare verso la costa e raggiungere Jupiter.

 

Contattiamo prima Orlando che assegna un codice e poi Palm Beach che ce ne comunica un secondo per l’attraversamento della ADIZ. La prima giornata di slang Americano è dura, ci vorranno un paio di giorni per riuscire ad entrare nel “tune” giusto con la lingua. Attraversiamo il mare a 4.000 piedi e iniziamo a vedere le piattaforme (cosi’ sono chiamate le Bahamas). Un po’ di nuvolaglia sparsa alla nostra quota che non crea problemi se non sporadiche turbolenze. Siamo numero due in atterraggio a Freeport e allungando il sottovento ci separiamo dalla wake turbulence del Jet che ci precede.

A terra è tutto davvero semplice, refuel, caffè pratiche doganali dove ci danno la Form C7A che è il permit to fly nel Commonwealth delle Bahamas e ci accompagnerà tutto il viaggio. Facciamo un secondo piano di volo e ci facciamo dare anche il numero di telefono di Freeport Aro per ogni evenienza (che ci verrà in aiuto piu’ avanti).

Ripartiamo quasi subito per Berry Island dove passeremo pomeriggio e nottata. Fermiamo la salita a 4.000 piedi e dopo poco meno di un’ora di volo siamo in vista di Great Harbor Cay a Berry Island (MYBG). Sorvolo dell’isola e atterraggio nella piccola pista vicinissima alla spiaggia.

Al campo volo ci recupera Martin il marito di Angie che gestisce il Carriearl Boutique Hoteluno degli unici due sull’isola. Una parola lo merita davvero: un piccolo resort sulla spiaggia con pochissime camere in una posizione stupenda in tipico stile coloniale inglese gestito da due inglesi che hanno deciso di ritirarsi qui. Cosi’ come la cena: cucina davvero ottima e devo dire che è stata una gradevole sorpresa. Un posto incantevole per passare qualche giorno fuori dal mondo. Riusciamo a fare il bagno e a riposarci visto che l’indomani avremo un’altra tratta che ci porterà più a sud.

tarabusi

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