L’Estate Sta Finendo… O Forse No!

20 ottobre 2018da tarabusi0
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Fine Settembre. Nubifragi, crollo delle temperature. Minime tra 9 e 13 gradi. La roba estiva finisce nel secondo piano degli armadi e iniziano ad apparire le giacche ed i giacconi. Che tristezza. Due week end sul piazzale con pioggia battente, a sprazzi un po’ di luce e poi giù di nuovo. Inizia quella stagione in cui vedi insieme persone con il giaccone e altre in maniche corte e ti domandi… chi sia fuori luogo…

Un intermezzo ci permette di fare un volo nel pomeriggio di un sabato ma nulla di piu’.

Dopo i primi dieci giorni di ottobre tra due perturbazioni sembra trovare spazio un cuneo di alta pressione della durata di un giorno e mezzo massimo due. E vai, ci si prova. Temperature minime ancora basse tra 12 e 13 gradi ma massime in rialzo tra 22 e 23 gradi.

Effemeridi già accorciate quindi meta la bella Vrsar. Scommettiamo sul mare. La mattina mettere il costume nella borsa è quasi buffo essendo le auto già brinate e dovendo uscire di casa con una felpona. Pero’… visto che si va.

Coordiniamo anche una barca all’arrivo per poterci spostare a Rovigno. Decolliamo alle 09.45, rotta praticamente diretta Ferrara, Chioggia, Vrsar. Il tempo è ottimo non c’è vento solo una leggera brezza frontale. La salita è a 4.000 piedi e passiamo il confine FIR a nord del punto Labin. Abbiamo qualche perplessità sulla possibilità di atterrare a Vrsar (LDPV) in quanto non siamo riusciti a raggiungerlo telefonicamente e alle mail hanno risposto da due indirizzi diversi, uno con “OK”, l’altro con “Aeroporto chiuso”. Comunque si va. In frequenza sentiamo un altro aeromobile che atterra a Vrsar e capiamo subito che è aperto. Ci accodiamo anche noi e dopo poco piu’ di un ora siamo a terra. Ritroviamo l’amico Rajiko il gestore dell’aeroporto e questa volta non dobbiamo nemmeno attendere i controlli di polizia, sbriga le pratiche tutte lui. Un altro addetto dell’aeroporto ci allunga al Marina di Orsera dove l’uomo del battello ci stava aspettando e ci consegna la barca. Tutto alla grande. Nel frattempo la temperatura si è alzata e siamo già in maniche corte. Usciamo dal porto e ci dirigiamo verso Rovigno. Un po’ di manetta sul motore e veleggiamo a 15 nodi su un mare appena formato. Passiamo il fiordo e buttiamo l’ancora in una baia su un isolotto vicino a Rovigno. L’acqua è meravigliosa. Siamo un po’ titubanti ma non è possibile rimanere a bordo. Costume e via, uno dopo l’altro in acqua. Il primo impatto è freschino ma dopo un paio di minuti si sta alla grande. Passiamo cosi’ la mattinata (a parte dover rincorrere a nuoto la barca in quanto l’ancora arando non ha fatto presa sul fodnale) per poi rimettere in moto e attraccare a Rovigno.

Il pranzo lo facciamo all’ormai collaudato ristorante Puntulina, con un tavolo appollaiato sugli scogli sul mare. La ferale notizia che hanno finito la Palacinka ci fa propendere per saltare dolce e caffè e consumarlo in un ristorante a 50 metri di distanza con un altro tavolo su uno scoglio ancora piu’ basso e i piedi quasi nell’acqua.

Riguadagnata la barca girovaghiamo tra gli isolotti a sud di Rovigno in cerca di altre baie e sulla via del rientro decidiamo di entrare nel fiordo. Questa volta abbiamo tempo per andare fino in fondo e fermarci per bere qualcosa. Lo spettacolo è davvero interessante. Un verde ancora luminoso lungo i costoni della profonda insenatura e un’acqua verde smeraldo che sembra quasi di carta pesta. Sono numerosissimi gli allevamenti di cozze disseminati tra le due parti del fiordo.

Il tutto è avvolto da una calma e un silenzio quasi surreale. Arriviamo fino in fondo per attraccare sotto al bar ristorante turistico meta delle molte escursioni sia via terra che via mare. Giusto il tempo per un drink e poi, purtroppo, dobbiamo riportare la barca al suo legittimo proprietario. Il rientro avviene senza storia sulla rotta inversa con qualche nodo di vento in coda che ci fa recuperare 5 minuti sulla tratta atterrando a Modena alle 18:40.

Che dire, la Croazia non delude mai. E’ sempre un gioiello della natura. A un’ora di volo dalla Ghirlandina… In Ottobre, passare dal caffè con il felpone sotto la Ghirlandina a un tuffo nelle acque di Rovigno nell’arco della stessa mattinata… non ha prezzo…

tarabusi

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