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11 ottobre 2016

Boeing ha ricevuto un maxi ordine per 100 aerei totali dallo storico cliente Qatar Airways. Commessa anche da SWISS.

 

Il vettore del Golfo ha firmato un contratto per trenta Boeing 787-9 e dieci B777-300.

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Ha inoltre siglato una lettera di intenti per sessanta B737 MAX 8. Il valore complessivo dell’accordo si aggira (a prezzo di listino) intorno ai 18,6 miliardi di dollari, di cui 11,7 sono per l’ordine relativo ai velivoli wide-body (B787 e B777), mentre 6,9 miliardi sono per i B737

Attualmente la compagnia di Doha ha ottantaquattro tra B787 e B777 operativi nella sua flotta, tutti consegnati negli ultimi nove anni. Con questo nuovo ordine, gli aerei che Qatar attende dal costruttore di Chicago passano da 65 a 105.

Durante la cerimonia per l’annuncio della nuova commessa hanno partecipato Ali Shareef Al Emadi, Ministro delle Finanze del Qatar, Mohammed Jaham Al-Kuwari, ambasciatore dell’Emirato, e il vicesegretario di Stato statunitense Tony Blinken.
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L’ordine effettuato da Qatar ha fatto sorgere dubbi sulle intenzioni del vettore riguardo gli Airbus A320neo.

I problemi che hanno avuto i motori PW1100G di Pratt & Whitney, scelti da Qatar per i suoi A320neo (l’altra opzione è rappresentata dai motori Leap-1B di CFM International), sono stati infatti la causa di non poche tensioni tra la compagnia e il costruttore europeo.

Finora il vettore del Golfo ha cancellato l’ordine per quattro A320neo, mentre l’ordine resta aperto per cinquanta velivoli. Il CEO di Qatar Akbar Al Baker ha però confermato che il contratto non verrà cancellato.

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«Noi non ci sottraiamo mai a un contratto che abbiamo firmato – ha affermato il manager durante una conferenza stampa – continueremo a prendere questi aerei.

Come sapete, i NEO stanno avendo dei problemi.
Per mitigare il nostro rischio non abbiamo alternative se non ordinare l’affidabile famiglia di aerei B737».

Un portavoce della compagnia ha confermato le parole di Al Baker sulle intenzioni di Qatar di mantenere il contratto, sottolineando però come il vettore abbia dovuto cancellare l’ordine per quattro velivoli perché non ritiene che Airbus riesca a rispettare i tempi previsti dallo stesso contratto.

Per quanto riguarda Airbus, sembra che i problemi ai motori di P&W siano stati risolti. Sono stati riscontrati però problemi nella catena di produzione dell’azienda del Connecticut, che hanno causato altri ritardi.

Appare chiaro comunque che Qatar sta perdendo la sua pazienza, e che Airbus dovrà risolvere a breve questa questione che ormai si trascina da troppo tempo.

L’ordine di SWISS
Anche SWISS ha effettuato un ordine, sebbene di dimensioni molto più modeste.

La sussidiaria di Lufthansa ha infatti richiesto il suo decimo Boeing 777. Nelle intenzioni del vettore, il velivolo dovrà aiutare a rimpiazzare i vecchi Airbus A340.

SWISS trasferirà infatti quattro dei suoi nove A340 alla propria sussidiaria Edelweiss Air, compagnia leisure con base nella città di Kloten, nel nord della Svizzera.

La consegna del nuovo velivolo dovrebbe avvenire nel 2018.

Fonte: www.flyorbitnews.com/


11 ottobre 2016

Seattle, USA – L’intesa include anche una lettera d’intenti per 60 -737 MAX 8

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(WAPA) – Boeing e Qatar Airways hanno annunciato un ordine per 30 esemplari B-787/9 Dreamliner e 10 B-777/300ER , del valore di 11,7 miliardi di dollari a prezzi di listino, confermando così la fiducia negli aerei twin-aisle di Boeing.

La compagnia ha anche firmato una lettera d’intenti per altri 60 -737 MAX 8, del valore di 6,9 miliardi di dollari sempre a prezzi di listino.

L’annuncio sancisce la crescita dell’attuale flotta di 84 aerei Boeing di Qatar Airways, una combinazione di 787 e 777, tutti consegnati negli ultimi nove anni.

Con questo nuovo ordine il vettore aereo aumenta il suo portafoglio di ordini fermi per esemplari widebody Boeing da 65 a 105, compresi 60 777X.

L’annuncio è stato fatto alla presenza del ministro delle finanze dello Stato del Qatar, Ali Shareef Al Emadi, del Deputy Secretary of State degli Stati Uniti Tony Blinken e dell’ambasciatore del Qatar, Mohammed Jaham Al-Kuwari.

Il rapporto tra il vettore aereo e l’industria è stato rinnovato nel 2006. Sin da allora molti traguardi importanti: l’aviolinea è stata la prima ad operare il 787 in Medio Oriente ed è il cliente di lancio del 777X.

Con l’impegno per il -737 MAX 8, questo sarà il primo aereo single-aisle Boeing ad aggiungersi alla flotta di Qatar Airways in oltre 15 anni.
(Avionews)

Fonte: www.avionews.it/


10 ottobre 2016

Atterraggio da brividi per un Boeing 737-430 della compagnia Air Horizont all’aeroporto di Praga: l’aereo, sferzato da potenti raffiche trasversali, non è riuscito a stabilizzarsi prima di toccare terra, quasi urtando con un’ala la pista.

di Federica Macagnone

Il pilota è stato costretto a rinunciare all’atterraggio, riportando il velivolo nuovamente in quota.

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Attenzione: se veramente avesse toccato la pista ora saremmo qui a contare i morti e parlare di incidenti aerei…

Gli attimi drammatici sono stati ripresi da Radko Nasinec, un videomaker che, appostato poco fuori dal perimetro dell’aeroporto Vaclav Havel, ha filmato l’aereo in difficoltà e ha pubblicato il video su Youtube.

Come si vede nelle immagini, il Boeing si avvicina alla pista, ma il vento troppo forte gli impedisce di allinearsi correttamente: il velivolo atterra quasi diagonalmente, si sbilancia prima sulla destra poi sembra toccare con l’ala sinistra la pista.

Solo il sangue freddo e l’abilità del pilota riescono a evitare lo schianto: il comandante, infatti, in pochi attimi, decide di abortire l’atterraggio e di riprendere quota.

Il Boeing, alla fine, è riuscito a toccare terra al secondo tentativo.

Il video, pubblicato on line il 4 ottobre, è già diventato virale e, in pochi giorni, ha ottenuto oltre 480mila visualizzazioni.

Fonte: www.ilmessaggero.it/


10 ottobre 2016

La lunga saga che vedrà l’umanità approdare su nuovi mondi si è appena arricchita di un nuovo protagonista.

 

Sembra che Elon Musk non sia il solo a voler concretamente portare l’umanità sul pianeta rosso.

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Dennis Muilenburg, CEO di #Boeing, ha infatti accettato di buon grado l’invito, formulato dal patron di SpaceX in occasione del meeting di Guadalajara, a compiere questo grande passo verso l’esplorazione e l’occupazione in pianta stabile del sistema solare. Secondo quanto riportato da Bloomberg, nel corso di una conferenza tenutasi a Chicago Muilenburg è addirittura arrivato asfidare apertamente Elon Musk, sostenendo che il primo uomo che metterà piede su #Marte arriverà a bordo di un razzo “marchiato” Boeing.

Boeing e lo spazio, una storia che dura da 50 anni
Come è facile intuire, il colosso americano famoso per aver dato i natali ad aerei di linea e da trasporto come il 737 e il 747 non è nuovo del settore. I potenti razzi Saturn V, quelli che per intenderci hanno permesso agli Stati Uniti di vincere la competizione “simbolica” con l’URSS grazie al successo della missione Apollo 10 sulla Luna, sono infatti stati progettati in collaborazione con la compagnia di aviazione americana.

Due facce della stessa medaglia?
Le due aziende in questione sono in realtà simili sotto diversi aspetti fondamentali per il futuro dell’esplorazione spaziale. Tanto per cominciare Boeing e SpaceX sono le prime due compagnie private che la NASA ha scelto per trasportare gli astronauti da e verso la Stazione Spaziale Internazionale. Inoltre entrambe hanno in cantiere progetti specificatamente mirati alla creazione di sistemi innovativi per i lanci e per i viaggi marziani e interplanetari in generale.

Da un lato c’è il progetto denominato SLS (Space Launch System) della Boeing (ma sostenuto anche dalla NASA), che condurrà alla realizzazione di un vettore in grado di trasportare carichi pesanti (fino a un massimo di circa 20 tonnellate cubiche) lungo il tragitto Terra-Marte.

Dall’altro la SpaceX sta mettendo a punto il razzo noto come Falcon Heavyche, inserito nel più ampio piano progettuale per la costruzione del cosiddetto Interplanetary Transport System, dovrebbe essere in grado di traghettare alla volta di Marte fino a 13 tonnellate cubiche. Le prove ufficiali del grande evento, che consisteranno di missioni prive di equipaggio, dovrebbero avvenire nel biennio2017-2018 (prima Boeing poi spaceX).

Marte, ma non solo
Ricalcando lo stile visionario del creatore di PayPal e Tesla Motors, Muilenburg ha prefigurato l’evoluzione dei viaggi spaziali commerciali, immaginando la nascita, nel corso dei prossimi decenni, di diverse rotte e destinazioni all’interno della fascia orbitale terrestre (dove al momento l’unica presenza umana costante è rappresentata dalla Stazione Spaziale Internazionale).

Laboratori per la ricerca e la produzione in condizioni di microgravità, ma anche strutture più prettamente turistiche comealberghi e “resort” spaziali potrebbero, un domani non troppo lontano, punteggiare la volta celeste. I prossimi passi saranno determinanti per comprendere chi si aggiudicherà l’ambito primato, ma nel frattempo non è da escludere che altri competitors abbiano intenzione di ricoprire un ruolo di primo piano in questo lungimirante progetto che, parafrasando le parole di Elon Musk, potrebbe rendere l’umanità una specie multi-planetaria a tutti gli effetti.

Fonte: it.blastingnews.com/


16 settembre 2016

Tratta sopra la parità il titolo di Boeing a Wall Street e segna un rialzo dello 0,06% a 127,75 dollari portando la propria capitalizzazione a 79,64 miliardi circa.

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127,75 dollari portando la propria capitalizzazione a 79,64 miliardi circa. Di qua dall’Atlantico il competitor di sempre Airbus cede l’1,12%, nonostante la sigla di un contratto con Hong Kong Airlines per nove ulteriori aeroplani A330-300 (capitalizzazione a poco meno di 41 miliardi di euro).

Boeing ha annunciato nuovi e severi limiti alla paga degli straordinari dei propri dipendenti in un piano che sarà attivato dal prossimo 14 ottobre e dovrebbe coinvolgere circa 80 mila persone (circa la metà del personale complessivo del gruppo). Il Seattle Times, che riporta la notizia, ricorda anche il recente taglio di 4 mila posizioni e altri interventi tesi al taglio dei costi.

Nel secondo trimestre Boeing ha registrato una perdita netta da 234 milioni di dollari.

(GD)

Fonte:www.trend-online.com/

 


17 agosto 2016

I dati dell’«anagrafe» ufficiale della società Flightglobal. Sopra le nostre teste passano soprattutto gli Airbus A320 e i Boeing 737. Nel 2035 saranno il doppio.

di Leonard Berberi – lberberi@corriere.it
Oltre 23 mila velivoli che solcano i cieli, tutti i giorni, in ogni angolo del pianeta. Aeromobili vecchi (alcuni vecchissimi) e nuovi di zecca. Registrati soprattutto in Nord America, Asia-Pacifico ed Europa.
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In particolare a corridoio singolo. Con la livrea di compagnie storiche e low cost, charter o cargo. A disposizione dei 3,8 miliardi di passeggeri previsti per quest’anno — secondo la Iata — e delle migliaia di tonnellate di materiale da spedire. Ecco cosa si muove sopra le nostre teste nel 2016 secondo il «World Airliner Census», il dossier realizzato da Flightglobal (una delle più importanti società d’analisi nel campo dell’aviazione) che conferma anche la forza del duopolio dell’europea Airbus e dell’americana Boeing, ancora saldo nonostante il tentativo di altre rivali di erodere fette di mercato e clienti.

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Un quarto dei velivoli batte bandiera europea
L’«anagrafe» contava alla fine di luglio scorso 23.154 aerei in servizio nel mondo. Per rendere il database attendibile Flightglobal ha escluso dal calcolo i jet militari e quelli civili con meno di quattordici posti a sedere. Ma anche quelli — a disposizione delle compagnie o delle società di noleggio — che non hanno accumulato ore di volo per almeno tre mesi di seguito e quelli in manutenzione. Considerati questi ultimi, infatti, il numero sale a 27.186. Il 30% risulta registrato in America del Nord, il 28% in Asia e Oceania, il 25% in Europa. Il restante 17% si divide tra America Latina, Africa e Medio Oriente.
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Il dominio del corridoio singolo
Anche in questo 2016 dominano i velivoli a breve-medio raggio. Con in testa la «famiglia» degli Airbus A320, quelli — per intenderci — usati da low cost come easyJet (che ne ha 111) e Vueling (94): in attività di A320 ce ne sono 6.510, in aumento del 7,8% rispetto a un anno fa. Seguono i Boeing 737 (serie -600, -700, -800, -900) con 5.567 aeromobili in servizio, compresi i 353 di Ryanair che, nel mondo, risulta essere il principale utilizzatore. Al terzo gradino ci sono i Boeing 777 — 1.324 «pezzi» —, jet a doppio corridoio utilizzati per i voli a lungo raggio che precedono gli Airbus A330 (1.154), anche loro per rotte lunghe. I brasiliani Embraer (modelli 170-175-190-195) con 1.146 aerei si classificano quinti in generale, ma primi nella categoria degli aeromobili definiti «regionali» (Alitalia Cityliner ne ha 20 in tutto) e utilizzati per tratte brevi.
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La sfida tra i colossi
Nel campo dei «bolidi» dei cieli ci sono più Boeing 747, lo stesso modello usato dall’Air Force One dei presidenti Usa, dove si contano 515 velivoli in servizio (e 16 ordinati). Arrancano gli Airbus A380, a doppio ponte, che piacciono molto ai passeggeri ma che non hanno fatto molta breccia nel cuore di chi gestisce le compagnie aeree se non in Emirates che ne sta facendo volare 81: in tutto si contano 193 A380 in attività a cui bisogna aggiungere le 93 ordinazioni. Gli A380, però, hanno debuttato diversi anni dopo i B747 e — proprio come questi ultimi — sono in una fase calante. Altra sfida, stavolta tutta aperta, tra i Boeing 787 e la rivale diretta Airbus A350 (di cui abbiamo scritto pochi mesi fa): attualmente i primi sono 423 (+46,9% rispetto a un anno fa), i secondi 29, ma in piena fase di consegna. Il tutto in attesa dei Boeing 777-8X e 777-9X e del decollo dei Bombardier CSeries

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Altri 42.800 jet fino al 2035
Da qui al 2035 saranno consegnati altri 42.800 velivoli, secondo un altro documento di Flightglobal, per un valore complessivo di 2.970 miliardi di dollari (più del Prodotto interno lordo, in un anno, del Regno Unito). «Tra diciannove anni gli aerei in servizio — al netto dei ritiri e delle demolizioni — saranno a quel punto 49.940 di cui 46.180 per il trasporto dei passeggeri», spiegano gli esperti della società di consulenza. Anche nel 2035 Airbus e Boeing domineranno (sarà loro l’86% dei jet) e proprio per questo già nei prossimi mesi realizzeranno ciascuno da 57 a 60 nuovi velivoli al mese. Quattro al giorno.

@leonard_berberi

Fonte www.corriere.it/


9 aprile 2016

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Boeing ha comunicato giovedì di avere consegnato complessivamente (nei segmenti commerciale e della difesa) 176 aerei nel primo trimestre. Contemporaneamente il colosso aerospaziale di Seattle ha comunicato di avere ricevuto ordinativi, senza specificare il nome dell’acquirente, per quattro 747 per un valore, a prezzi di listino, di 1,5 miliardi di dollari. Boeing aveva chiuso in flessione dello 0,70% la seduta di giovedì a Wall Street.

Fonte: finanza.lastampa.it/


7 aprile 2016

Tesla Model 3 potrebbe però rappresentare quello spartiacque di cui parlavamo poc’anzi, quel punto di svolta, quel prodotto zero che farà da apripista a tutti gli altri, rivoluzionando per sempre il settore dell’auto e rappresentando forse quello che l’iPhone è stato per il settore dei telefoni cellulari.
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L’auto elettrica ad alte prestazioni Tesla Model 3 ha registrato un enorme numero di prenotazioni, nonostante ancora non siano completamente definite le caratteristiche.

Alle porte di Melbourne, in Australia, si è tenuta una drag race che ha visto protagonista una Tesla Model S P90D e un Boeing 737-800 in fase di decollo, che hanno lottato per decretare il mezzo con la migliore accelerazione.

La risposta è sì, perché il fondatore Elon Musk ha puntato come al solito sul web per i pre ordini online, aggiungendo una cifra quasi simbolica di 1.000 dollari o 1.000 euro di anticipo che non spaventa i futuri acquirenti e i nativi digitali abituati a comprare in rete qualsiasi cosa. Lo stesso Musk, guardando alle dinamiche dei primi ordini, aveva previsto in un tweet che “ci sarà bisogno di ripensare i piani di produzione…”.

Sono piovute le richieste, via Twitter sui tempi di consegna e Musk ha spiegato che non inizieranno prima della fine del 2017e partiranno dalla West Coast degli Stati Uniti per poi procedere per aree geografiche: “Non possiamo consegnare in tutte le regioni simultaneamente, troppo complesso”.

Scopriamo inoltre che “la due ruote motrici avrà un’ottima trazione sul ghiaccio grazie alla risposta rapida della distribuzione della coppia Tesladrivetrain”.

Proposta ad un prezzo di partenza pari a 35.000 dollari, la Model 3 vanta batterie a litio in grado di offrire – secondo i dati dichiarato dal Costruttore – un’autonomia di ben 345 km, più che sufficienti ad affrontare un viaggio di medio raggio senza effettuare soste.

Fonte:yellowmotori.com/


31 marzo 2016

La società americana si concentrerà sulla produzione di aerei a medio raggio, ridotta al lumicino quella dei famosi 777 o 747. L’azienda ha attivato un piano per incentivare l’esodo e limitare le sforbiciate involontarie, insieme ad altri interventi per contenere i costi.

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ROMA – Mamma Boeing taglia posti di lavoro. Roba da far tremare i polsi in ogni azienda quando si parla di 4mila persone in uscita. Ma il colosso aerospaziale americano è abituato a queste improvvise scalate di marcia e tagli pesanti visto che la sua forza lavoro media è di circa 160mila dipendenti. Ma oggi Boeing piange una riduzione dei flussi nelle catene di montaggio degli aerei passeggeri e quindi la riduzione di personale nella parte commerciale del gruppo è, come da manuale, la prima via d’uscita alla crisi.

I modelli un tempo galline dalle uova d’oro per il gruppo, come i 777 o i 747 (il noto “Jumbo”), stanno vivendo un atteso e forse un po’ triste finale di carriera con ordini in costante calo. Dal prossimo anno, la produzione dei 777 scenderà da una media di 8,3 aerei al mese a 7, mentre i 747-8 fin da settembre caleranno drammaticamente da 1,3 aerei assemblati al mese a 0,5 al mese, ovvero sei all’anno. Crescerà invece la produzione dei velivoli di breve-medio raggio 737: nel 2017 passerà da 42 a 47 al mese mentre l’anno successivo le catene di montaggio porteranno i modelli del 737 a 52 esemplari finiti al mese e nel 2019 a 57 ogni quattro settimane.

Il taglio della produzione costringe così Boeing a diminuire entro giugno la manodopera, anche se la riduzione di posti di lavoro nell’azienda con fabbriche sparse per gli States, da Los Angeles alla sede originaria di Seattle, avverrà in maniera morbida, vista la cura e l’attenzione (lodevole) indirizzata dal gruppo verso i propri dipendenti.

Ecco allora che Boeing annuncia la dipartita di 4mila persone – molte delle quali quadri e i dirigenti – attraverso incentivazioni, pensionamenti, blocco del turn over. “Solo nel caso estremo di un ulteriore riduzione della produzione”, dice l’azienda, si procederà con tagli più netti e non volontari. Oltre al costo del lavoro, Boeing è impegnata in queste ore a rivedere tutta la catena dei costi e della produzione per un cambiamento a lungo termine delle dinamiche di spesa che incideranno molto più del calo dei dipendenti sulle uscite.

 

finanziarie previste nei prossimi anni. Per il 2016, secondo un annuncio fatto nelle scorse settimane dal numero uno Dennis Muilenburg, i conti e la produzione sono “annunciati” in calo rispetto al 2015. Un rallentamento che la stessa Boeing definisce come “solo temporaneo”.

 

 

FONTE:www.repubblica.it/

 


23 marzo 2016

L’aereo della compagnia lowcost Flydubai si è schiantato in fase di atterraggio a Rostov probabilmente a causa delle scarsa visibilità. Nessun superstite. Esclusa la pista terrorismo, recuperate le scatole nere

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Un aereo di linea della compagnia lowcost Flydubai si è schiantato in fase d’atterraggio a Rostov, nel sudovest della Russia. Morte tutte le 62 persone a bordo, 55 passeggeri e 7 membri dell’equipaggio. L’incidente sarebbe avvenuto durante un secondo tentativo di approccio alla pista di atterraggio da parte del Boeing, decollato da Dubai, in condizioni di scarsa visibilità. Gran parte delle vitttime, 45, sono sono di nazionalità russa.

 

Il video dello schianto – Le videocamere di sorveglianza installate non molto lontano dall’aeroporto avrebbero ripreso lo schianto del Boeing e il filmato circola in Rete.

La conferma della compagnia – La compagnia aerea lowcost Flydubai ha confermato lo schianto del proprio aereo: “Flydubai è rammaricata nel confermare che il volo FZ981 si è schiantato in fase di atterraggio”, si legge sulla pagina Facebook del vettore emiratino. “L’aereo era partito dall’aeroporto Internazionale di Dubai alle 18:20 Gmt (le 19:20 di ieri in Italia, ndr) con destinazione Rostov sul Don. L’incidente è avvenuto a Rostov verso le 00:50 Gmt (l’1:50 italiane)”.

“Stiamo facendo tutto quanto in nostro potere per raccogliere informazioni il più rapidamente possibile. In questo momento i nostri pensieri e le nostre preghiere sono con i nostri passeggeri e il nostro equipaggio che erano a bordo del velivolo. Faremo tutto il possibile per aiutare coloro che sono stati colpiti da questo incidente e lavoreremo a stretto contatto con tutte le autorità coinvolte”, aggiunge Flydubai. Esclusa la pista terrorismo – Il Comitato delle indagini russo ha confermato che l’esplosione è avvenuta quando il Boeing si è schiantato contro la pista di atterraggio. Questo esclude l’ipotesi di un possibile attacco terroristico. Tuttavia, la commissione di indagine ha avviato un procedimento penale per violazione delle norme di sicurezza, che vengono considerate cause dell’incidente: si tratterebbe di un errore umano dovuto alle pessime condizioni atmosferiche.

Recuperate le scatole nere – Qualche informazione in più sull’incidente potrebbe arrivare dalle scatole nere del Boeing 737-800 della FlyDubai recuperate dagli inquirenti.

 

Fonte:www.tgcom24.mediaset.it/


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