enac

9 novembre 2016

Roma, Italia – I servizi della navigazione dello scalo di Rimini trasferiti dalla responsabilità dell’AMI all’Enav

“Si conclude domani, con l’aeroporto di Rimini, il piano di transito degli scali militari all’aviazione civile coordinato dall’Enac in qualità di autorità per l’aviazione civile, che ha interessato, nell’arco di due anni, anche quelli di Ciampino, Verona, Treviso e Brindisi.

rimInfatti, a partire dalle ore 00:01 di domani, 10 novembre 2016, sotto l’egida dell’Enac, l’Aeronautica militare cede all’Enav la responsabilità della fornitura dei servizi della navigazione aerea sull’aeroporto di Rimini.

L’Enac, con una intensa fase di predisposizione congiunta con Enav (Società nazionale assistenza al volo), Aeronautica militare e ministero della Difesa, ha coordinato il transito previsto dal decreto interministeriale del ministero della Difesa, attraverso la definizione di un apposito piano operativo sottoscritto dall’Enac, dall’Aeronautica militare e dall’Enav e concluso positivamente con la firma odierna delle relative convenzioni a cura delle tre Amministrazioni.

Per l’Ente gli atti sono stati firmati dal direttore centrale Vigilanza tecnica Roberto Vergari.

Il subentro dell’Enav all’Aeronautica militare nella gestione della torre di controllo e del servizio di controllo di avvicinamento avverrà in piena sicurezza e senza soluzione di continuità.

Il transito completo dei servizi della navigazione aerea determina benefici nella gestione dell’attività di volo dell’aviazione civile a cura del service provider Enav, fornitore di servizi di navigazione aerea certificato dall’Enac in accordo ai requisiti contenuti nel Regolamento comunitario n. 1315 del 2011.

‘Questo avvicendamento ha commentato il direttore generale dell’Enac Alessio Quaranta porta a termine la programmazione prevista e sviluppata nel corso di due anni grazie alla sinergia creata tra le istituzioni coinvolte.

Il passaggio ha razionalizzato l’impiego delle risorse sugli scali italiani in funzione del loro interesse, civile o militare, e ha portato ad ottimizzare i livelli delle prestazioni dei servizi di navigazione aerea'”.

Fonte: www.avionews.it/


5 ottobre 2015

L’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile sta effettuando una serie di verifiche “su alcuni voli non autorizzati sul vulcano Stromboli e sulle isole Eolie realizzati in violazione della normativa vigente”. Il riferimento è a “un volo Panarea-Stromboli-Panarea effettuato con un elicottero, e oggetto anche di un servizio andato in onda domenica nel corso della trasmissione Le Iene”, che “era stato segnalato all’Enac il 16 settembre dallo stesso esercente dell’elicottero, E+S AIR, operatore titolare della licenza attraverso cui opera la societa’ Air Panarea”.

“Nell’immediato l’Enac – si legge in una nota dell’ente – aveva disposto il fermo dell’elicottero per controlli tecnici per un presunto volo sulla nube vulcanica, convocato la società, acquisito una relazione del pilota e programmato un’ispezione straordinaria a Panarea. Le operazioni sulla base di Panarea e l’aeronavigabilità dell’elicottero sono tuttora sospese in attesa di integrazioni richieste alla società”.

Alla luce di quanto emerso dal servizio realizzato da Le Iene, l’Enac è nuovamente intervenuto sull’operatore chiedendo di “estendere l’ispezione sull’elicottero al fine di verificare il corretto stato di aeronavigabilità”; di “segnalare le azioni intraprese o da intraprendere nei confronti del pilota per aver operato al di fuori dei limiti consentiti dal manuale operativo con manovre non autorizzate”; di “comunicare le azioni messe in atto dall’impresa per assicurare che le operazioni di volo avvengano nel rispetto delle procedure e degli standard dell’operatore per la tipologia di voli effettuati”.

L’Enac ha chiesto alla redazione delle Iene il filmato integrale girato dagli inviati, “senza tagli né montaggi”, per “un riscontro rispetto a quanto riferito dall’operatore e dal pilota”.

Fonte: www.siciliainformazioni.com/


23 febbraio 2015

23/02/2015 – L’ENAC ha stipulato altri quattro atti di acquisto di abitazioni nei pressi dell’Aeroporto di Pisa finalizzati a realizzare il piano di trasferimento degli abitanti di Borgo Cariola. La delocalizzazione di questo borgo è oggetto di un Accordo di Programma concluso tra il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Ministero della Difesa, il Ministero dell’Economia e delle Finanza, l’ENAC, la Regione Toscana, gli Enti territoriali interessati e la SAT, società di gestione dell’Aeroporto di Pisa.  Con i contratti firmati oggi dal Direttore Centrale Infrastrutture Aeroporti e Spazio Aereo dell’ENAC, Roberto Vergari, in rappresentanza dell’Ente, è stato praticamente raggiunto il 50% delle acquisizioni previste, nel pieno rispetto del cronoprogramma definito. Nei prossimi  mesi, inoltre, ne verranno stipulati altri 10.  Contestualmente, peraltro, è stato avviato il piano delle demolizioni delle abitazioni acquisite
nei mesi scorsi.


15 aprile 2014

dal nostro inviato FRANCO GIULIANO

GROTTAGLIE – 14 Aprile 2014, aeroporto di Grottaglie: potrebbe diventare questa la data che verrà scritta sui libri di storia per indicare l’inizio della rivoluzione nel trasporto aereo, quando i velivoli commerciali viaggeranno senza pilota ad una velocità «mach 12», cioè 12 volte superiore a quella del suono e impiegheranno, per esempio (secondo quanto prevede un programma già avviato da Enac e autorità Usa) appena 100 minuti da Los Angeles a Roma, lungo un corridoio nella stratosfera. E Grottaglie potrebbe diventare il «porto di approdo» di questi viaggi aero-spaziali.

Per mettere la firma su questo «libro nuovo ancora tutto da scrivere» si sono dati appuntamento nella sala partenze dell’aerostazione di Grottaglie, chiuso ai voli civili («Sarà il mercato a decidere il futuro di questo aeroporto», ha detto il presidente Vendola), i rappresentanti dei ministeri dei Trasporti e della Difesa, di Enac, Enav, Finmeccanica, Alenia Aermacchi, Distretto aerospaziale pugliese, AgustaWestland, Selex Es, Piaggio Aero. Tutti insieme si sono incontrati per prenotare una fetta del ricco business che secondo le stime si aggirerebbe intorno ai 40 miliardi di euro per i prossimi 10 anni. «Credo – ha detto il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola -, che qui oggi stiamo decidendo il futuro della Puglia. Credo che noi siamo veramente di fronte a prospettive straordinarie non solo per Grottaglie, ma per la provincia di Taranto e per il Sud».

«Qui a Grottaglie – ha spiegato il direttore generale di Adp Marco Franchini, dopo l’intervento introduttivo dell’amministratore unico Giuseppe Acierno – si punterà sempre di più sulla sperimentazione dal punto di vista aeronautico dell’in – novazione e della formazione. Verranno creati i soggetti che nel futuro gestiranno l’aviazione civile, sempre più pilotata da remoto». «La Puglia (dopo l’investimento di Alenia che qui realizza parte del Boeing 787, un progetto avviato nel 2004 dall’ex governatore Raffaele Fitto e che oggi crea occupazione per 1.800 addetti) si fa sempre promotrice di iniziative di tal genere – ha detto Alessio Quaranta, direttore generale Enac -. Abbiamo utilizzato queste infrastrutture e questa regione come laboratorio. Quando la società Aeroporti di Puglia ci ha proposto questa sperimentazione a Grottaglie ci siamo trovati concordi».

«Oggi siamo qui – ha detto Donato Amoroso, direttore generale Alenia Aermacchi – per creare la rete necessaria a consolidare collaborazioni future. Fare sistema è fondamentale. Il mercato oggi è sfidante dal punto di vista economico e tecnologico». «Per realizzare questo sogno – ha detto l’ex direttore dell’Enac, oggi presidente del Centro Studi Demetra, Pierluigi Di Palma nel ricordare le battaglie comuni della Gazzetta e dell’Enac per lo sviluppo del sistema aeroportuale pugliese – abbiamo fatto la battaglia alla burocrazia. Oggi abbiamo dimostrato che c’è una differenza tra la “cattiva ” burocrazia e la “buona” burocrazia. Qui oggi festeggiamo una realtà prima in Europa».

La scommessa del presidente Vendola è di investire nel futuro e per farlo serviva l’apporto del mondo della ricerca e dell’industria (e dell’univer – sità). E qui, oggi, in questa vecchia aerostazione c’erano tutti quelli che contano nel settore dell’aerospazio. «Credo che con questo convegno abbiamo la possibilità di dimostrare come in Italia se si vuole, si riesce a fare sistema», ha detto l’amministratore unico Enav, Massimo Garbini (atterrato poco prima sulla pista di Grottaglie col suo aereo Piaggio 180, della flotta Enav). Il quale ha assicurato «che l’ Enav è fortemente impegnata in Puglia con il centro di controllo regionale di Brindisi e non ha nessuna intenzione di andare via da quel centro. Anzi entro il 2018 è previsto un progetto che porrà l’Italia all’avanguardia, con la gestione dell’intero spazio aereo europeo affidato ad un unico centro di controllo (cielo unico) e il passaggio della gestione dello spazio aereo di Brindisi dai militari all’Enav».

Infine il ruolo importantissimo dell’Aeronautica militare: «La Difesa c’è e vuole fare la sua parte. Bisogna continuare e andare avanti». A dirlo, il capo di gabinetto del ministero, il generale Carlo Magrassi, ripartito subito dopo davanti allo sguardo meravigliato di tutti con un bellissimo aereo dell’Aeronautica militare che lo aspettava sulla pista. «Il mondo sta cambiando in una direzione – ha detto -. Internet è stata la rivoluzione di ieri, la rivoluzione di domani consisterà nel muovere merci e persone riducendo al minimo i tempi morti. Il futuro sarà in un’automazione che permetterà di muovere numeri enormi di mezzi ottimizzando i loro spostamenti. Nel futuro ci saranno enormi opportunità, ma anche enormi rischi: ecco perché il mondo della difesa e del commercio devono unirsi. Grottaglie è un esempio di questa unione, ma deve essere un nodo importante della rete, perché in questo modo si può iniziare a partecipare allo sviluppo nazionale che può generare successo. Importante arrivare primi e con gli standard giusti».

Dopo le parole i fatti. Nel pomeriggio sono stati tracciati gli scenari operativi di questo programma per testare gli aerei senza pilota insieme alle imprese che hanno già manifestato l’interesse a localizzare su Grottaglie i propri insediamenti.
«Ora il “pro getto-Grottaglie” – come ha assicurato Giacomo Aiello, capo di gabinetto del ministero dei Trasporti – sarà portato all’attenzione dell’Eu – ropa e diventerà uno dei punti strategici nell’agenda del prossimo semestre di presidenza italiana».<!– –>

 

Fonte:www.lagazzettadelmezzogiorno.it


18 dicembre 2013

Sul sito dell’ente il regolamento e su Enac Channel su youtube un’intervista per illustrare i contenuti. In programma iniziative a partire da gennaio

Roma – Il Consiglio di Amministrazione dell’Enac nella seduta di ieri, 16 dicembre 2013, ha deliberato il Regolamento sui mezzi aerei a pilotaggio remoto (APR).  Si tratta di mezzi la cui diffusione negli ultimi tempi sta crescendo esponenzialmente in diverse attività quali, ad esempio, quelle di sorveglianza del territorio, di rilevamento delle condizioni ambientali, di trasmissione dati, di riprese aeree, di impieghi agricoli. Sono utilizzati anche per applicazioni in ambienti ostili come monitoraggio di incendi, ispezioni di infrastrutture e di impianti, sorveglianza del traffico stradale o, ancora, compiti di ordine pubblico. Il settore ha visto anche l’aumento del numero sia di costruttori di questa tipologia di mezzi e della relativa componentistica, sia di operatori aerei.  Data la novità della materia e alla luce dell’assenza di un quadro normativo di riferimento, l’Enac ha elaborato un Regolamento che, in attuazione dall’articolo 743 del Codice della Navigazione, fornisce i requisiti per assicurare l’impiego di questi mezzi in condizioni di sicurezza.

L’Enac è una delle prime autorità a pubblicare una regolamentazione del settore. Non esiste ancora, infatti, uno standard di riferimento europeo, che è tuttora in fase di studio, sia a livello comunitario, sia dell’ICAO (International Civil Aviation Organization).  Il Regolamento, che verrà seguito a breve da una Circolare applicativa, entrerà in vigore dopo 60 giorni dalla sua pubblicazione sul sito dell’Enac www.enac.gov.it.  A seguire alcuni degli aspetti salienti, mentre per i contenuti dettagliati si rimanda al testo:  Il Regolamento che stabilisce le condizioni e i requisiti per le operazioni di volo in sicurezza, distingue due tipologie di Mezzi Aerei a Pilotaggio Remoto:  – Sistemi Aeromobili a Pilotaggio Remoto (SAPR) mezzi impiegati o destinati all’impiego in operazioni specializzate (lavoro aereo). Aeromodelli mezzi impiegati esclusivamente per scopi ricreazionali e sportivi e che non sono considerati aeromobili ai fini del loro assoggettamento alle previsioni del Codice della Navigazione.  Al fine di determinare i requisiti per l’ottenimento delle autorizzazioni a operare e le diverse modalità di accesso allo spazio aereo, il Regolamento suddivide i Sistemi Aerei a Pilotaggio Remoto in due categorie di peso: inferiore a 25 kg  e uguale o maggiore a 25 kg. 

Per quanto attiene la fascia di peso più bassa, la disciplina è basata sul concetto di autocertificazione nel caso di operazioni di volo non critiche, ovvero attività che prevedono uno scenario nel quale, in caso di emergenza, un danno a terra a persone o cose è valutato estremamente improbabile. Le operazioni di volo critiche, invece, devono essere autorizzate dall’Enac che, sulla base della dichiarazione presentata dall’operatore, stabilisce gli accertamenti necessari tenendo conto della complessità del sistema e della criticità degli scenari operativi. Tra queste operazioni si annoverano il sorvolo di aeree congestionate, di assembramenti di persone, di agglomerati urbani, infrastrutture, impianti industriali, linee ferroviarie ecc. Per i Sistemi Aeromobili Pilotaggio Remoto di peso superiore ai 25 kg, invece, è sempre prevista una certificazione del mezzo aereo e una autorizzazione all’operatore aereo, indipendentemente dalla criticità delle operazioni di volo. Per tali mezzi, infatti, si mantiene la stessa tipologia di regolamentazione in uso per gli aeromobili tradizionali, certificazioni di aeronavigabilità e autorizzazione all’impiego. Data l’importanza della materia e le aspettative del settore e degli appassionati, l’emanazione del Regolamento deliberato oggi è stata preceduta da un periodo di consultazione avviato nel dicembre del 2012 e durato tre mesi, nel corso dei quali l’Enac ha ricevuto 453 commenti da organismi istituzionali e non istituzionali per la promozione della sicurezza aerea, dall’Enav, dall’industria, da associazioni di categoria, da aeromodellisti e associazioni aeromodellistiche, nonché da singoli soggetti interessati alle attività APR. Durante il periodo di consultazione, inoltre, l’Enac ha organizzato tre workshop a cui hanno partecipato oltre 300 persone. Il Regolamento sarà a breve consultabile e scaricabile sul portale dell’Enac, www.enac.gov.it. L’Ente ha inoltre realizzato un’intervista al Direttore Centrale Standardizzazione Sicurezza, Enea Guccini, che ha seguito l’elaborazione della normativa con altre strutture tecniche dell’Ente. Il video sarà pubblicato su Enac Channel su YouTube, accessibile anche dalla home page del portale stesso. L’Enac, inoltre, ha in programma iniziative rivolte all’utenza per favorire l’applicazione del Regolamento, come un workshop che si svolgerà in gennaio, in data da stabilire, e una sezione di FAQ (Frequently Asked Questions) sul proprio sito. 

Fonte: www.ostiatv.it


18 dicembre 2013

Un agreement tecnico tra Enac e Aeronautica Militare.

Comiso – E’ stata una giornata di passione per gli aeroporti di Catania e Comiso. Quello di Catania bloccato dalla polvere lavica, quello di Comiso fermo perchè le procedure di gestione dello spazio aereo previste per Comiso sono le stesse di Catania (gestite entrambe dall’Aeronautica militare). Chiusi i quattro spazi aerei di Catania, non c’è nessuna possibilità di arrivare a Comiso. E il fatto che Comiso sia stato annunciato come l’alternato di Catania rischia di rivelarsi un bluff. E’ come avere il “salotto buono”, avere scelto il modello dal mobiliere e averlo portato a casa in pompa magna, dimenticando però di predisporre la stanza per accoglierlo.

Nessuno, qualche mese fa, al momento della firma della convenzione Enav, si era accorto che quelle procedure previste per l’atterraggio a Comiso passavano attraverso lo spazio aereo di Catania. Morale della favola: chiusi gli spazi aerei di Catania, nessuna possibilità, per gli aeromoboili, di raggiungere anche la zona di Comiso. E per un aeroporto nato e sbandierato come possibile ed indispensabile alternativa per Catania, sembra un assurdo e di certo suona come una beffa.

Scatta subito l’allarme e Ryanair decide di spostare il suo volo da Roima Ciampino a Comiso su Trapani. E’ una distanza notevole, alti costi per la compagnia, alti disagi per i passeggeri. ma nel frattempo, a Catania, Enac ed Aeronautica militare lavorano nel tentativo di trovare una soluzione. Che viene trovata. Accade grazie ad un “agreement” tecnico tra Aviazione civile (Enac) ed Aeronautica militare.

Viene individuata una procedura di avvicinamento a Comiso (nello spazio aereo numero 3, che è quello che interessa il Magliocco) che può essere utilizzata in modo che Comiso possa effettivamente fungere da “alternato” di Catania. E’ una novità assoluta, una soluzione importante, che apre finalmente una possibilità e squarcia il buio di una situazione di difficoltà che i gestori degli aeroporrti di catania e Comiso si sono trovati davanti all’improvviso.

Il via libera arriva poco dopo le 14. E già nelle prime ore del pomeriggio due aerei porovenienti da Roma Fiumicino (Aliatlia e Airone) vengono dirottati a Comiso. Ma sono gli unici della giornata: la procedura può essere attuata solo nelleore diurne. Domani, però, potrà essere riproposta. E un comunicato di sac, diffuso in serata, spiega che “sarebbe auspicabile la collaborazione di Enac e dello Stato maggiore dell’Aeronautica, al fine di dividere fisicamente lo spazio aereo di Comiso da quello di Fontanarossa e modificare l’Apt 15 con procedure dedicate per lo stesso aeroporto di Comiso”.

E’ l’ultimo atto di una giornata convulsa, iniziata con la dichiarazione dei vertici di Sac e Soaco (Mancini, Taverniti, Dibennardo) che chiedevano a gran voce alle istituzioni di trovare una soluzione per Comiso. Arricchita dalle dichiarazioni del deputato regionale Pippo Digiacomo e del sindaco di Comiso, Filippo Spataro, che avevano chiesto un maggiore impegno del socio privato dell’aeroporto (Sac – Itersac), che dovrebbe essere  il socio di now  how e che, secondo i due amministratori comisani , risultano ancora troppo leti nella fase di avvio di alcune procedure importanti.

Affema Spataro: “L’aeroporto di Comiso ha forse preso un po’ tutti di sorpresa per l’interesse, enorme, che sta suscitando, ma al di là del serio impegno delle forze in campo, che ha già prodotto qualche bel risultato, urge constatare che purtroppo ci si muove con una certa preoccupante lentezza, che, invero, non dovrebbe esserci vista la presenza maggioritaria in SOACO del socio catanese di know how. Davanti alle numerose e urgenti richieste ed esigenze del territorio ibleo, si riscontra una rilassatezza quantomeno curiosa da parte di chi invece, anche in ragione dell’esperienza, dovrebbe lavorare per sveltire le procedure riguardanti la struttura aeroportuale iblea.

Ci si riferisce a esempio alla redazione e pubblicazione dei bandi per gli esercizi commerciali interni all’aeroporto, per la security, per la pulizia e la manutenzione, e per l’handling. Lentezza anche nella organizzazione e gestione dei parcheggi. Lentezza nella pianificazione del servizio cargo. Temo che questo doppio incarico dell’ing. Taverniti, contemporaneamente presidente della SAC e amministratore delegato della SOACO, non stia producendo i risultati sperati. Occorre risolvere al più presto questa situazione, così da garantire all’aeroporto di Comiso, ancora in fase di start up, tutta l’attenzione che merita per fare sviluppare al massimo e senza distrazioni le sue poliedriche potenzialità”.

E Digiacomo aggiuntge: “Siamo ancora in attesa dei risultati della sinergia tra le due società che gestiscono l’aeroporto di Comiso, figlio di un grande e ambizioso progetto che vede nel territorio ibleo la convergenza di tante legittime aspettative di rilancio sociale ed economico. Ma non si può certo neanche ipotizzare che questo ambizioso progetto, ormai concreta realtà, sia subordinato a logiche che vanno in tutt’altra direzione da quella immaginata e voluta.

Noi siamo caparbi, e come siamo riusciti ad arrivare fin qui, riusciremo anche a raggiungere tutti gli obiettivi prefissati. È tempo che ognuno faccia la sua parte come si deve, a cominciare proprio dal socio di maggioranza e di conseguenza dal suo amministratore delegato che, per il bene dell’aeroporto di Comiso e di tutto il territorio provinciale, dovrebbe decidersi a essere più presente e più concreto. Auspico quindi, che già dopo le festività, si cominci a lavorare con più determinazione per fare in modo che l’aeroporto di Comiso scateni tutte le sue potenzialità”
 

Fonte:www.ilgiornalediragusa.it


4 dicembre 2013

Dopo il primo approccio (naufragato), l’ente Aviazione civile vorrebbe portare gli idrovolanti nel bacino. Il project manager rassicura i canottieri: “Nessun pericolo per gli sportivi. Sarebbe una svolta per Ravenna”

RAVENNA – Il bacino della Standiana, affidato dal Comune alla società sportiva Canottieri Ravenna, ha una superficie di 1,07 chilometri quadrati. Ne basterebbero 0,04 per far atterrare un idrovolante. Un ‘fazzoletto’ in confronto allo spazio riservato alle canoe: giusto 50 metri di larghezza per 800 di lunghezza, un sottile corridoio a ovest del bacino di 2,33 chilometri per quasi mezzo chilometro di lato. Su quella porzione del lago sono puntati gli occhi dell’Enac, che ne vorrebbe fare un punto strategico per i collegamenti a basso impatto ambientale, via idrosuperficie: tradotto in tempi di volo significa Ravenna-Venezia in 15 minuti, Bologna in 20, Pola in 30. Sono queste le potenzialità viste dall’Ente Nazionale per l’Aviazione Civile, e registrate nel piano finanziato dall’Unione Europea. L’ultimo progetto in questo campo, si chiama ‘AdriSeaplanes’, è sponsorizzato nell’ambito dei progetti Ipa e intende creare una rete di scali per incentivare gli investimenti del settore privato.

Peccato che finora Ravenna abbia risposto picche, dato che a luglio è stata negata la possibilità di un test. Uno scoglio dovuto all’impossibilità di rimuovere in tempo alcuni cavi sommersi. Così pare. Ora però l’interesse è cresciuto, alla luce del rapporto recentemente rinnovato della Commissione Europea sulla rete di trasporti comunitari, che inserisce il capoluogo bizantino lungo i cosiddetti corridoi baltico e mediterraneo.

Un’occasione, che il project manager incaricato dall’Enac per conto del Ministero spiega nel dettaglio. Lui è il comandante Mauro Calvano, ex pilota di boeing 767 già amministratore delegato di varie compagnie aeree, e consulente del Centro italiano ricerche aerospaziali. “Quel bacino ha caratteristiche perfette sul piano operativo e commerciale – esordisce -. E’ ampio e protetto, si trova vicino alla costa, a Mirabilandia e a una città d’arte come Ravenna”.

Allora perché questa reticenza? Certo non un fatto di costi, dato che l’investimento sarebbe stato minimo. “Basterebbero un pontile, una scalinata, una barca d’appoggio, una boa e un punto antincendio – continua -. Un fondo di un centinaio di migliaia di euro”. Forse allora qualche timore, legato alla gestione del lago da parte della società sportiva. Paura ingiustificata, incalza Calvano: “Le due attività sono compatibili in piena sicurezza”. Così come i benefici per il territori dall’ “impatto turistico e mediatico”, senza contare che “Ravenna non è famosa per i suoi collegamenti”, rileva il comandante.

E dire che ci sarebbero già compagnie pronte a entrare
, qualora venisse creata un’infrastruttura come quelle attualmente realizzate a Giulianova, Brindisi, Pola, Valona, Bar e Corfù. Così come un privato ravennate, Luca lazzarini, che già durante l’estate si era speso per mettere d’accordo amministrazione e promotori del progetto. Con il flop delle trattative, aveva visto svanire l’opportunità di rendere operativo il bacino della Standiana già per il 2014. Ora il nuovo rapporto della Commissione Europea, associato a una progettualità 2014-2020, potrebbe ribaltare gli interessi e stemperare i timori. Ma Calvano, dopo il primo tentativo fallito, avverte: “Se Ravenna ci contatterà noi verremo, ma per lavorare, non per per affrontare litigi di giardinetto”.

Federico Spadoni
 

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