Ferrari

31 dicembre 2015

Muso corto, sospensioni anteriori a puntone, retrotreno strettissimo e una diversa disposizione della MGU-K: le novità della 667 per puntare al titolo iridato.
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L’obiettivo, fissato da Sergio Marchionne è chiaro: dopo aver stupito tutti con un 2015 al di sopra delle aspettative, grazie ai tre successi (Malesia, Ungheria e Singapore) firmati da Sebastian Vettel , la Ferrari nel 2016 deve lottare e (possibilmente) battere la Mercedes nella corsa iridata. Addirittura, secondo il presidente, bisogna cominciare a star davanti a tutti già dalla prima gara fissata – come di consueto ormai – in Australia per il 20 marzo.

CAPOSTIPITE — Un compito impegnativo, dunque, quello della monoposto 2016 che in attesa del nome definitivo, per ora viene indicata con il numero di progetto: 667. Si tratta di una sorta di capostipite di una nuova generazione di vetture, anche perché la SF15 T in fondo era stata realizzata, partendo da un progetto già esistente anche se ampiamente rimaneggiato. Questa volta, invece, la squadra di ingegneri, diretta da James Allison, è partita dal foglio bianco ragion per cui in questa analisi ci concentriamo maggiormente su che cosa è stata abbandonato del retaggio del passato piuttosto che cercare di indovinare le forme o i dettagli della nuova monoposto.

SOSPENSIONI — Dopo quattro anni non ci sarà più la sospensione anteriore con lo schema a tirante (pull-rod) ripescata dal 2001 (l’utima scuderia ad utilizzarla era stata la Minardi). Questa soluzione, che era stata adottata per ridurre il baricentro all’avantreno con tutti gli elementi spostati in basso, aveva creato soprattutto nella prima stagione (2012) difficoltà di gestione nell’eseguire le regolazioni di assetto. Si torna dunque al più tradizionale schema a puntone (push-rod) come sulla F150 Italia del 2011 e come su tutte le altre monoposto. Verrà mantenuta la soluzione del triangolo inferiore a forma di diapason già adottata sulla SF15-T, seguendo l’innovazione introdotta nella stagione 2014 dalla Mercedes. Così come della partita dovrebbero rimanere le pinze dei freni anteriori coricate, già viste sulla monoposto 2015.

MUSO — Anche la scelta del muso lungo verrà abbandonata, allineandosi alle soluzioni del muso corto già introdotte da quasi tutte le altre squadre, anche se a varie riprese, durante la scorsa stagione. Per il Mondiale 2016 la Fia ha introdotto due sole novità tecniche: l’imposizione di uno o due scarichi per la valvola wastegate in maniera tale da migliorare il suono delle power unit ed una maggiore severità nel crash test delle strutture ai lati della testa del pilota con una prova di compressione praticamente triplicata. Un test che ha creato non poche preoccupazioni ai team per il suo superamento. Potendo contare, dunque, su una certa stabilità nelle regole tecniche tutte le scuderie, Ferrari compresa, hanno puntato molto sul massimo sfruttamento di ogni singolo settore.

POWER UNIT — Oltre alla sospensione anteriore a puntone e al muso corto, Maranello punta anche a una maggiore integrazione fra Power Unit, smaltimento termico ed aerodinamica. Quest’ultima è tornata a dettare legge anche in tema di installazione di organi accessori per il propulsore termico (quest’ultimo deliberato con lo sfruttamento degli ultimi quattro gettoni a disposizione per la stagione 2015 in occasione del GP di Russia) e per i due motori elettrici. Anche l’inedita disposizione dello scambiatore di calore all’interno della V del motore (quindi in posizione alta) potrebbe passare a una zona più bassa all’interno del telaio, seguendo anche in questo caso la moda Mercedes che l’aveva introdotto già sulla monoposto 2014. Lo spostamento della MGU-K, che recupera l’energia dei freni posteriori, è legato all’esigenza di realizzare un retrotreno strettissimo per sfruttare al meglio l’aerodinamica posteriore. Le fiancate saranno ancora più rastremate nella parte inferiore. La stessa sospensione posteriore avrà una maggiore integrazione con l’aerodinamica.

DEBUTTO — La nuova Ferrari, che sarà presentata non prima della metà di febbraio, debutterà il 22 dello stesso mese sull’esigente circuito di Montmelò, in Spagna, dove è prevista la prima sessione di collaudi 2016. E già allora si capirà se la nuova rossa potrà assolvere il compito affidatole da Marchionne.

Giorgio Piola

Fonte:WWW.GAZZETTA.IT/FORMULA-1


13 agosto 2015

La storica casa del Drake è da restaurare, “contagiata” da vaste infiltrazioni di umidità che risalgono dal sottosuolo. Il direttore Antonio Ghini: “L’intervento tocca alla Fondazione Mef. Con Politecnica cerchiamo di affrontare il problema”. Dall’anno scorso incremento del 40% dei visitatori.

di Stefano Luppi

MODENA. «La casa è vecchia, dunque qualche problema è inevitabile, ma è evidente che la ristrutturazione non deve essere stata delle migliori. Gli interni sono perfettamente antisismici, mentre i muri esterni sono danneggiati come si vede».

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Dire: vergogna, scempio, lavori all’italiana, menefreghismo e scaricabarile è solo fiato sprecato…

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“IL LAVORO E’ STATO INSUFFICIENTE“. «Evidentemente – conclude Bianchi – non siamo davanti a un lavoro sufficiente di un problema che comunque c’è da sempre. Ora non so che accadrà ancora la Fondazione Mefnon mi ha detto nulla».

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Al museo però non sottovalutano il problema anche se forse ora, nel momento di maggior presenza del turismo com’è agosto, occorrerà decidere come affrontarlo. «Si tratta – spiega il direttore del Mef Antonio Ghini – di lavori che competono alla Fondazione Mef e io ne ho parlato nei giorni scorsi quando ho incontrato il nuovo presidente della Fondazione, l’avvocato Fabrizio Corsini.

 

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È vero, questo problema delle efflorescenze biancastre c’è da sempre perché dal sottosuolo sale umidità: però già da tempo con Politecnica abbiamo messo in campo delle soluzioni che hanno attenuato il fenomeno.

Come si vede, infatti, nella parte di collegamento tra muro e terra si è attenuato. Resta il problema dell’altra parte, ma è segno che il metodo funziona, come ci hanno detto gli specialisti. Per l’intervento definitivo però non basterà ridipingere, ma interverremo a breve perché l’umidità è micidiale».
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QUI E’ NATO IL DRAKE. Un peccato trovare in questo stato i muri della casa dove il Drake è nato nel 1898 perché questo è ormai di gran lunga il museo più visitato di Modena e dopo il suo “gemello” di Maranello, è anche uno dei più visti nell’intera Emilia Romagna. «Questi sono gli aspetti che competono a me – conclude Antonio Ghini che dirige Maranello oltre al Mef – e devo dire che siamo felici di come stanno andando le cose sul fronte visite.

 

Lo scorso anno abbiamo totalizzato 91000 mila visite, mentre quest’anno a dicembre senz’altro supereremo la cifra. Facendo un contro con l’agosto 2014 siamo a un più 40%».

 

Fonte: http://gazzettadimodena.gelocal.it/


26 maggio 2015

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Bellissima giornata all’Autodromo di Modena, di tutto di più come si dice, partendo dell’Open auto con la presenza del Club Ferrari Milano, il quale con quattro  meravigliose F458 ha inanellato giri su giri per gli ospiti intervenuti.

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GUARDA VIDEO

www.youreporter.it/video_24_Maggo_2015_Dag_dal_gas_open_auto

www.youreporter.it/video_24_Maggo_2015_Dag_dal_gas_open_auto_2

Audi, Porsche, Ferrari,“Deltoni 4×4”, barchette motorizzate Cosworth, Lotus, Renault R5, Bmw M3 e prototipi di tutte le risme hanno scaricato tutti i loro cavalli sull’asfalto a tratti ombreggiato da grigi nuvoloni di passaggio ed a tratti arroventato dal sole di fine Maggio.

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Special guest della giornata un’infilata di “MUSCLE CARS” made in USA.

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Mustang, Camaro, Corvette Stingray,  Ram e Gmc e molto altro  hanno attirato curiosi ed appassionati all’Autodromo Modenese.

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Perfino una squadra di baldi giovanotti provenienti dalla vicina Svizzera con Opel, Mitsubishi e Renault rombanti, hanno sfrecciato sul circuito inalberando orgogliosi la bandiera bianco crociata.

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Un’altra giornata ricca di eventi firmata Autodromo di ModenaThe Green Circuit”  .SAM_2380

 

P.G.


30 gennaio 2015

La Ferrari SF15-T è la 66ª monoposto nella storia del Cavallino Rampante. Ha motore 1600 cc turbo più un sistema ibrido per il recupero dell’energia che erogano oltre 800 cavalli e debutterà in pista il 1° Febbraio a Jerez de la Frontera.

 

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Il primo a guidarla sarà Vettel, il 4 volte campione del mondo che quest’anno prende il posto di Fernando Alonso, passato alla McLaren-Honda. Nel nome i riferimenti al Turbo (con la T finale) e alla scuderia Ferrari, con la S.

 

PG


21 aprile 2014

Domenica mattina, in occasione della Santa Pasqua l’Aeroporto di Modena-Marzaglia è rimasto chiuso.

Unici ad occupare il piazzale una manciata di irriducibili aeromodellisti ed il sottoscritto.

Verso le 11 però,un amico è venuto a trovarci con la sua meravigliosa Ferrari 430 “SCUDERIA”…

Un vero gioiello Made in Italy…

…anzi Made in Maranello…

… ovvero Modena…

…che spettacolo

Copyright Pierinoinflight


20 aprile 2014

Stamane in Aeroporto è atterrato, attorno alle 9,15, proveniente da Milano un Agusta Westland AW-109S Grand I-ESPA (c/n  22111 ) della Esperia Aviation Services con a bordo una famiglia russa diretta all’Autodromo di Marzaglia per una sessione di prove a bordo di una Ferrari.


Attorno alle 15,30 l’elicottero ha messo in moto per poi decollare alla volta di Milano con a bordo la famigliola russa.

GUARDA VIDEO PROMOZIONALE

http://www.youtube.com/watch?v=9_IYHeiMOCo

Molto carino il gesto del comandante dell’AW 109S il quale prima di congedarsi mi ha regalato una  brochure della compagnia di elitaxi proprietaria del velivolo

GUARDA VIDEO

http://www.youreporter.it/video_Agusta_Westland_AW-109S_Grand_Hesperia_Aviation_Services

 

 

CICCA QUI PER VISITARE IL SITO DI ESPERIA AVIATION SERVICES

 

www.esperia-aviation.it

Per

www.aeroclubmodena.it

Piergiorgio”pierinoinflight”Goldoni


14 aprile 2014

Domenicali ha rassegnato le dimissioni e Montezemolo le ha accettate. “Da capo, mi assumo la responsabilita’ – come ho sempre fatto – della situazione che stiamo vivendo”.

“Ci sono particolari momenti nella vita professionale di ognuno di noi in cui ci vuole il coraggio di prendere decisioni difficili e anche molto sofferte. E’ ora di attuare un cambiamento importante. Da capo, mi assumo la responsabilita’ – come ho sempre fatto – della situazione che stiamo vivendo”. Stefano Domenicali spiega cosi’, in una nota, la sua decisione di rassegnare le dimissioni da direttore della Gestione Sportiva della Ferrari. “Si tratta di una scelta presa con la volonta’ di fare qualcosa per dare una scossa al nostro ambiente e per il bene di questo gruppo, a cui sono molto legato – le sue parole – Ringrazio di cuore tutte le donne e gli uomini della squadra, i piloti e i partner per il magnifico rapporto avuto in questi anni. A tutti auguro che presto si possa tornare ai livelli che la Ferrari merita”. “Infine – chiude – vorrei fare l’ultimo ringraziamento al nostro presidente per avermi sempre sostenuto e un saluto a tutti i tifosi con il rammarico di non aver raccolto quanto duramente seminato in questi anni”. La Ferrari, dal canto suo, prende atto delle sue dimissioni e “lo ringrazia per avere servito l’azienda con grande dedizione in ruoli di crescente responsabilita’ per 23 anni”. “Ringrazio Stefano Domenicali non solo per il suo costante contributo e impegno, ma per il grande senso di responsabilita’ che ha saputo dimostrare anche oggi anteponendo l’interesse della Ferrari al proprio – e’ invece il congedo di Luca Cordero di Montezemolo – Ho stima e affetto per Domenicali, che ho visto crescere professionalmente in questi 23 anni di lavoro insieme e per questo gli auguro ogni successo per il suo futuro”. Da Montezemolo l’in bocca al lupo a Mattiacci, attuale presidente e amministratore delegato di Ferrari North America e ora nuovo responsabile della gestione sportiva, “un manager di valore che conosce bene l’azienda e che ha accettato con entusiasmo questa sfida”.

La notizia che probabilmente la stragrande maggioranza dei tifosi Ferrari aspettava da tempo si è dunque avverata Stefano Domenicali principal manager della Ferrari corse di F1 avrebbe  rassegnato le sue dimissioni. Come nel calcio il primo che paga, se le cose vanno male, è quindi l’allenatore. Anche se, c’è chi sostiene che Domenicali avrebbe dovuto essere accantonato già due anni fa visto che la Ferrari sembra aver disimparato a vincere i mondiali. Le certo poco brillanti performance di questo inizio del campionato che hanno mandato su tutte le furie Montezemolo hanno determinato la fine dell’era Domenicali che ha deciso di farsi da parte. Al suo posto arriva ora Mattia Mattiacci, ora alla guida di Ferrari Nord America.  La Ferrari in una nota
scrive di aver “preso atto delle dimissioni di Stefano Domenicali e lo ringrazia per avere servito l’azienda con grande dedizione in ruoli di crescente responsabilita’ per 23 anni. A Stefano Domenicali gli auguri piu’ sinceri per il futuro”. “Ringrazio Domenicali non solo per il costante contributo e impegno, ma per il grande senso di responsabilita’ che ha saputo dimostrare anche oggi anteponendo l’interesse della Ferrari al proprio”. Accettando le dimissioni, Luca di Montezemolo ha aggiunto: “Ho stima e affetto per lui, che ho visto crescere professionalmente in questi 23 anni di lavoro insieme e per questo gli auguro ogni successo. Voglio anche augurare buon lavoro a Marco Mattiacci, manager di valore che ha accettato con entusiasmo questa sfida”.

Mattiacci, 43 anni, è di Roma. Sposato, ha tre figli ed è in Ferrari dal 2001. Dal 2002 si è occupato delle attività legate al marchio in Nordamerica, dal 2007 al 2009 ha lavorato in estremo oriente, in Giappone e poi in Cina dove ha seguito il lancio Ferrari. Dal 2010 è ad di Ferrari North America, mercato principale per l’azienda e ha seguito sviluppo delle Corse Clienti favorendo la crescita del Ferrari Challenge North America e assistendo i clienti nelle competizioni Endurance.

Fonte:http://gazzettadimodena.gelocal.it


14 febbraio 2014

Roma, Italia – L’attuale numero 1 di Ferrari è molto apprezzato negli Emirati

(WAPA) – L’attuale presidente della Ferrari Luca Cordero di Montezemolo, grazie agli ottimi rapporti dei quali gode negli Emirati Arabi Uniti, sarebbe il favorito per assumere il ruolo di presidente in Alitalia, dopo che sarà stato trovato l’accordo per l’ingresso di Etihad Airways nel principale vettore aereo italiano.

Secondo le indiscrezioni trapelate nelle ultime settimane, la compagnia medio-orientale potrebbe entrare in Alitalia con un investimento tra i 300 ed i 350 milioni di Euro, per una quota oscillante tra il 40% ed il 49%.

Montezemolo è molto legato a Khadem Al Qubaisi, presidente di Aabar, fondo sovrano degli Emirati Arabi Uniti, che nell’ottobre 2012 supportò la nomina del numero 1 di Ferrari a vice-presidente di Unicredit. Il fondo possiede infatti oltre il 5% delle quote della banca italiana, che a sua volta detiene il 12,99% delle quote di Alitalia (terzo più grande azionista dopo Intesa Sanpaolo e Poste Italiane).

Nei prossimi giorni Gabriele Del Torchio e James Hogan, rispettivamente amministratori delegati di Alitalia ed Etihad, si incontreranno per discutere alcuni dettagli dell’ingresso della compagnia medio-orientale in nel vettore italiano. La trattativa sarebbe comunque in uno stato molto avanzato: secondo indiscrezioni gli azionisti di Alitalia avrebbero scelto Citi come advisor, e l’accordo dovrebbe essere concluso entro il 4 marzo.

Martedì 11, nel corso di un media briefing al “Singapore Airshow” (l’evento internazionale del settore dell’aviazione che si chiuderà il 16 febbraio), Hogan aveva dichiarato che rappresentanti di Etihad Airways si trovano a Roma per discutere con le banche creditrici di Alitalia. (Avionews)
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Fonte:www.avionews.it


8 febbraio 2014

E’ la stessa Ferrari a smentire l’ipotesi di un possibile trasloco del Cavallino Rampante da Maranello in Olanda per usufruire di un regime fiscale più vantaggioso.

 

Ferrari: addio all’Italia dopo 67 anni?

Considerati gli evidenti vantaggi fiscali di una mossa di questo tipo, scaturita per volere dell’Amministratore Delegato Sergio Marchionne dopo la nascita di FCA, più di qualcuno aveva iniziato a pensare che Ferrari, dopo 67 anni di storia intrecciata così profondamente con l’Italia, l’Emilia Romagna e Maranello, avrebbe potuto subire la stessa sorte degli altri marchi italiani del neonato Gruppo automobilistico.

In particolare, l’anticipazione su un clamoroso trasloco di Ferrari verso l’Olanda è stata lanciata da Il Giornale che oggi pubblica in prima pagina “Il gruppo Fiat Chrysler Automobiles trasferisce il marchio Ferrari in Olanda. Un altro pezzo di Italia prende il volo con i suoi 100 milioni di fatturato”. Secondo Il Giornale la Ferrari potrebbe operare questa scelta per portare il celebre marchio verso il Paese che ha la tassazione più vantaggiosa.

Ferrari smentisce. Il Cavallino resta in Emilia

Per mettere a tacere le indiscrezioni è intervenuta ufficialmente Ferrari, che, attraverso una nota, ha annunciato che il Cavallino Rampante non si sposta né dall’Emilia né dall’Italia.

La casa modenese – si legge – “smentisce in modo categorico quanto pubblicato questa mattina da un quotidiano del nord secondo cui il marchio sarebbe trasferito in Olanda. La notizia è destituita di ogni fondamento. La Ferrari – chiosa la nota – è dal 1947 a Maranello dove rimarrà con le sue vetture e il suo marchio”.

Una Ferrari lontana dall’Italia? Non avrebbe senso

Possiamo quindi per il momento tirare tutti quanti un sospiro di sollievo. Del resto la Ferrari, un costruttore che ha saputo fare del Made in Italy non solo un marchio ma un vero motivo di orgoglio su cui ergere valori, storia e tradizione, non avrebbe motivo di esistere, a nostro avviso, lontano dal Bel Paese.

Fonte:www.automoto.it


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