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13 novembre 2016

Segnaliamo agli appassionati di aviazione e dell’Aeronautica Militare che è disponibile da oggi il simulatore di volo ufficiale delle Frecce Tricolori, noto come Frecce Tricolori Flight Simulator. Il gioco è scaricabile su AppStore e Google Play.

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“Il gioco è nato dalla collaborazione tra Rortos, Aeronautica Militare e Difesa Servizi S.p.A., società in house del Ministero della Difesa. Sotto l’insegna del “Made in Italy” le due eccellenze italiane hanno dato vita ad un prodotto tecnologicamente innovativo: Il nuovo sistema di controllo per mobile infatti consentirà a chiunque di cimentarsi nelle complesse manovre che hanno reso la pattuglia delle Frecce Tricolori famosa in tutto il mondo.”

Apprendiamo anche dettagli sul corpo delle Frecce Tricolori: “nate nel 1961 in seguito alla decisione dell’Aeronautica Militare di creare un gruppo permanente per l’addestramento all’acrobazia aerea collettiva dei suoi piloti, la Pattuglia Acrobatica Nazionale (PAN), meglio conosciuta come “Frecce Tricolori”, debutta nel più realistico dei simulatori di volo realizzato da RORTOS per dispositivi iOS ed Android.”

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Anche il comandante delle Frecce Tricolori, il Maggiore Mirco Caffelli, ha espresso il suo entusiasmo per l’app:la cura dei dettagli grafici, l’alta definizione degli scenari ed il realismo della simulazione di questo gioco permetterà finalmente ai nostri appassionati, di sedersi ai comandi dei velivoli della PAN e provare, in parte, le emozioni dei voli in formazione, la fatica richiesta dal duro addestramento ed il successo di un eccellente lavoro di squadra, caratteristiche che identificano l’impegno quotidiano delle donne e degli uomini dell’Aeronautica Militare.

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Data di uscita: 11 novembre 2016

 

FONTE:www.spaziogames.it/


16 settembre 2016

Dovizioso e Bartolotti hanno provato il brivido del volo acrobatico nel corso dell’evento Passioni Tricolori, organizzato dall’ Aeronautica Militare in collaborazione con Lamborghini e Ducati

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Lamborghini e Ducati, le due eccellenze Emiliane della velocità, in collaborazione con l’Aeronautica Militare Italiana hanno organizzato nella cornice dell’Aeroporto Militare di Rivolto (UD) lo spettacolare evento battezzato “Passioni Tricolori“.

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Protagonista della giornata sono stati il pilota della Ducati, Andrea Dovizioso e quello della Lamborghini, Mirko Bortolotti che hanno avuto il piacere e l’onore di provato il brivido del volo acrobatico sugli Aermacchi 339 delle Frecce Tricolori.

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Durante la kermesse, la Pattuglia Acrobatica Nazionale ha eseguito un volo addestrativo, subito dopo i piloti Ducati (Andrea Dovizioso e Michele Pirro) e quelli Lamborghini (Marco Mapelli, Giovanni Venturini e Mirko Bortolotti) si sono esibiti con i loro bolidi da pista lungo il percorso del raccordo dell’aeroporto, lasciando a bocca aperta i presenti.

Fonte:www.sportfair.it/


5 agosto 2016

Frecce Tricolori a Lignano, un evento sotto stretto controllo

Show delle Frecce Tricolori a Lignano, vertice sicurezza in Questura a Udine

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“Rafforzate le misure di sicurezza in vista dello show della Pattuglia acrobatica: il Lungomare Trieste sarà chiuso al traffico“

Sarà uno show sotto stretto controllo da parte delle Forze dell’Ordine quello che si terrà a Lignano il prossimo 14 agosto e vedrà protagonista la pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori.

Il pericolo di terrorismo ha portato a un rafforzamento delle misure di sicurezza: Polizia, Carabinieri, Guardia di Finanza e Polizia Locale controlleranno la zona coadiuvati anche da Vigili del Fuoco, Guardia Costiera, 118 e all’Aeronautica militare.

Proprio ieri in Questura, a Udine, si è tenuto un incontro tra i vari operatori di sicurezza e il Comune di Lignano per un evento che richiamerà almeno 300 mila persone.

Blocco del traffico veicolare, per tutto il pomeriggio, al Lungomare Trieste.

Divieto di sosta in vigore dalla mattina di domenica 14. Massima sorveglianza anche per gli uffici della spiaggia più affollati che saranno controllati ai punti di ingresso.

FONTE;www.udinetoday.it


22 giugno 2015

Aeromodelli a turbina all’Aeroporto di Marzaglia, spettacolo puro…

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Stefano Gogl ed il suo magnifico MB-339A

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Soci aeromodellisti dell’Aero Club di Modena hanno dato sfogo alla loro fantasia e voglia di volare regalando esibizioni mozzafiato, anche in coppia

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Il nostro amico Stefano Gogl ha addirittura replicato, con uno splendido Aermacchi MB-339A recante la livrea anni 90′ della 61° Brigata Aerea di Lecce Galatina, l’intero display del solista della Pattuglia Acrobatica Nazionale Frecce Tricolori.

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Eutofighter Typhoon in azione

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Altri due aeromodellisti si dono dapprima esibiti “in singolo” entrambi con due stupende repliche di Eurofighter Tiphoon, uno recante le insegne del 4° Stormo di Grosseto ed uno con la livrea “fictional“della Patrouille Suisse.

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Dopo di che si sono esibiti in coppia con addirittura”accenni“di volo in formazione.

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Il Tupolev del “Colonnello Wandosky”

Il “Colonnello Wandoscky“, ovvero il nostro amico Vando, si è esibito ai comandi del suo Tupolev e del nuovo nato, il Sukhoy 22M Fitter.

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Sukhoy 22M Fitter
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BAe Hawk nella livrea della Pattuglia Acrobatica inglese Red Arrows

Oscar da Milano ha portato con se un fantastico F-100 dell’USAF ed un BAe Hawk nella livrea della Pattuglia Acrobatica inglese Red Arrows

GUARDA VIDEO

www.youreporter.it/video_Aeromodelli_a_turbina_all_Aeroporto_di_Marzaglia_video

www.youreporter.it/video_Aeromodelli_a_turbina_all_Aeroporto_di_Marzaglia_foto

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Eurofighter Typhoon in fase d’atterraggio

 

P.G.


1 giugno 2015

Sassuolo, 31 maggio 2015  

 

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Due aerei Van’s RV-7 ed RV-8 di una Pattuglia Acrobatica che si stava esibendo ad Alba Adriatica prima delle Frecce Tricolori si sono scontrati intorno alle 16.30 nel cielo di RV-8 precipitando in mare. Si tratta di velivoli mono e biposto  a elica del Qbr-Team di Sassuolo che partecipavano allo Spiaggia d’Argento Air Show.

 

I due aerei, velivoli monoposto a elica, sono, dunque,precipitati in mare. Un pilota ha effettuato l’ammaraggio e si è salvato. L’altro, il pilota Marco Ricci di Siena, si è inabissato con il suo aereo ed è stato trovato poco dopo con il suo aereo.

 

 

Presto saranno avviate le operazioni di recupero.

 

Fonte: www.ilrestodelcarlino.it/

P.G.


23 agosto 2014

Aerei militari precipitati: tutte le stragi
di Nadia Francalacci

 “Stavo lavorando al computer nella mia casa ad Ascoli Piceno,quando ho sentito passare un aereo sopra di me. Mi sono affacciato alla finestra e pochi secondi dopo, all’incirca dalla direzione opposta, ho visto giungere un altro caccia  – ricorda un testimone – ho visto i due velivoli scontrarsi e poi l’esplosione”. “Non ho potuto vedere dove sono caduti gli aerei”

Sono le 16.30 e dal luogo dell’impatto, all’incirca fuori dalle mura di Ascoli, si alza una nube di fumo nera. “Si sentono le sirene di ambulanze e vigili del fuoco”. I testimoni raccontano di avere visto i due velivoli toccarsi in volo, uno dei due ha preso immediatamente fuoco ed entrambi sono precipitati al suolo. I due aerei sarebbero due Tornado dell’Aeronautica Militare che stavano svolgendo attività addestrativa.

Ma questo è solo l’ultimo degli incidenti aerei che vede coinvolti velivoli militari in addestramento. L’ultimo risale solamente a due mesi fa.

9 giugno 2014: in Spagna precipita un caccia Eurofighter vicino alla base militare di Siviglia
Il caccia Eurofighter è precipitato mentre si apprestava ad atterrare alla base militare di Moron de la Frontera, vicino Siviglia. L’aereo stava svolgendo un volo di addestramentoed era da poco decollato. Il pilota non riesce ad uscire dall’abitacolo e muore nello schianto al suolo.
Ma questo è il terzo incidente di un caccia del modello “Eurofighter” negli ultimi anni avvenuto in Spagna, di cui due avvenuti proprio sulla base di Moron

Nel 2010 era caduto un esemplare saudita in addestramento, sempre a Moron, ed anche in quel caso era morto il pilota.

23 novembre 2009 Un C130 dell’Aeronautica Militare precipita a Pisa. Cinque le vittime. “L’aereo è decollato alle 14.10 e subito dopo c’è stato il crash” spiega l’ufficio stampa dell’aeronautica militare. L’incidente è avvenuto in località Le Rene, vicino a Coltano. L’aereo è caduto in parte sulla linea ferroviaria Pisa-Collesalvetti-Cecina, una tratta secondaria della linea tirrenica. I resti dell’aereo si spargeranno in un raggio di circa 150 metri.  
Il velivolo sarebbe precipitato da un’altezza che i responsabili dell’Aeronautica militare ipotizzano possa essere stata di 100-150 metri e dopo il primo decollo. Il generale Stefano Fort, comandante della 46esima Brigata Aerea ha spiegato che, a differenza di quanto ipotizzato in un primo momento, l’incidente non è avvenuto durante una manovra «touch and go». Dopo essersi alzato in volo l’aereo ha virato verso sinistra poi si è inclinato sulla destra ed è precipitato. Fort che l’aereo era «ineccepibile dal punto di vista manutentivo e perfetto in tutti i suoi componenti». 

1 luglio 2008: Volo Marina Militare Italiana (AB212) a Grottaglie

20 agosto 1999: Volo Aeronautica Militare Italiana (Tornado IDS) a Porto Empedocle

27 gennaio 1994: Volo Aeronautica a Monte Molinatico

18 novembre 1993: Volo Aeronautica Militare Italiana (MM7069) Tornado IDS a Garessio

14 settembre 1993: Volo Aeronautica Militare Italiana (MM61953Piaggio PD-808TP Aeroporto di Venezia-Tessera

8 gennaio 1992: Volo Aeronautica Militare Italiana (MM62116)  G-222TCM a Monte Iavello – Montemurlo

22 agosto 1991: Volo Aeronautica Militare Italiana a Minturno

Questi invece gli incidenti in cui i velivoli militari  hanno causato la morte di civili.

3 febbraio 1998: Strage del Cermis, un disastro aereo avvenuto a Cavalese , nel quale un aereo militare Grumman EA-6B Prowler statunitense tranciò il cavo della funivia del Cermis, in Val di Fiemme, causando la morte di 20 persone

6 dicembre 1990: Strage dell’Istituto Salvemini a Casalecchio di Reno. Un aereo militare Aermacchi MB-326 cadde su un istituto tecnico causando la morte di dodici studenti e il ferimento di altre 88 persone. Il pilota ed unico membro dell’equipaggio, il tenente Bruno Viviani di 24 anni, dopo essersi reso conto che l’aereo si era reso ingovernabile, lo abbandonò lanciandosi con il seggiolino eiettabile per poi posarsi con il paracadute sulle colline di Ceretolo. Lui riportò solo alcune fratture. Nel frattempo, il velivolo ormai con nessuno a bordo, andò a schiantarsi contro la succursale dell’Istituto TecnicoSalvemini prendendo fuoco.

28 agosto 1988: l’incidente di Ramstein è l’incidente aereo che ha coinvolto le Frecce Tricolori durante un’esibizione acrobatica il 28 agosto 1988. Si stava svolgendo l’Airshow Flugtag ’88 nella base NATO di Ramstein in Germania. Morirono 67 persone e oltre 300 rimasero ferite.

3 marzo 1977: incidente del Monte Serra. E’ l’incidente aereo che ha visto coinvolto un C-130H Hercules della allora 46ª Aerobrigata (oggi 46ª Brigata Aerea) dell’Aeronautica Militare italiana, con a bordo 38 allievi dell’Accademia Navale di Livorno.  Giovedì 3 marzo 1977, alle ore 15.05, decollò dall’aeroporto di Pisa-San Giusto. Il velivolo trasportava 38 allievi della prima classe dei corsi normali dell’Accademia Navale di Livorno, a bordo per una attività di ambientamento al volo, un ufficiale accompagnatore e 5 membri d’equipaggio. Dopo circa 5 minuti dal decollo, alle 15.10, il grosso aereo impattò sulle pendici del Monte Serra, nel territorio di Calci, dopo aver effettuato, per motivi non accertati, una virata a sinistra che lo portava ad imboccare la vallata del Serra, rivelatasi fatale in condizioni di volo a bassa quota e scarsa visibilità, quali erano quelle del momento.

Fonte: http://news.panorama.it/


17 agosto 2014

2. Com.te Slangen_Com.te Bucci_M-345_3-7-2014 (01)Il 3 Luglio scorso, presso il sito produttivo di Alenia Aermacchi a Venegono Superiore (Varese), il Comandante della PAN, Magg. Pil. Jan Slangen, ha effettuato il suo primo volo sul Dimostratore Avionico M-345 HET (High Efficiency Trainer) di Alenia Aermacchi con la livrea della Pattuglia Acrobatica Italiana, le famose Frecce Tricolori. .L’M-345 HET debutterà nei cieli del Farnborough Air Show, nel corso della più importante vetrina internazionale del settore aerospazio e difesa, che avrà luogo a Londra dal 14 al 20 luglio prossimi.
Il Comandante della PAN Jan Slangen, appena atterrato dopo il suo primo volo – durato circa un’ora – sul dimostratore avionico M-345 HET ha così commentato: “Si tratta di una macchina molto interessante, con un potenziale molto elevato, sia come addestratore basico che velivolo acrobatico.

Siamo decollati dalla pista di Venegono per andare in zona operazioni e, dopo qualche manovra basica e acrobatica di orientamento, abbiamo provato a impostare un mini profilo di presentazione con una sequenza di manovre del nostro programma acrobatico. Personalmente sono molto soddisfatto del comportamento energetico del velivolo, della sua manovrabilità e dei consumi particolarmente contenuti. Ovviamente si tratta ancora di un  dimostratore avionico, con alcune migliorie da apportare, di facile implementazione e già previste nello sviluppo finale del prototipo.”
L’M-345 HET rappresenta la più recente soluzione proposta da Alenia Aermacchi per la fase basica-avanzata del sillabo addestrativo per piloti militari. L’M-345 HET offre alle forze aeree una soluzione economicamente vantaggiosa ed efficace, grazie ad un significativo contenimento dei costi di acquisizione e di esercizio, comparabili a quelli dei turboelica di elevata potenza che, pur essendo nella stessa classe di peso dell’M-345 HET ed equipaggiati con sistemi di bordo simili, forniscono tuttavia prestazioni ed efficacia addestrativa nettamente inferiori.

Nel giugno 2013 Alenia Aermacchi e il Segretariato Generale della Difesa/Direzione Nazionale degli Armamenti del Ministero della Difesa hanno siglato un accordo per definire congiuntamente le specifiche operative e per collaborare allo sviluppo di un nuovo velivolo da addestramento basico-avanzato, denominato M-345 HET, High Efficiency Trainer.  L’entrata in servizio del velivolo è prevista per la fine del 2017.

 

 

Dati tecnici
•    Migliori prestazioni (velocità, potenza e manovrabilità)
•    Avionica digitale e Embedded Training Simulation allo stato dell’arte
    HUD (Head Up Display) nel cockpit anteriore e un ripetitore nel cockpit posteriore;
    Multi-Function Displays per entrambi i posti di pilotaggio
    comandi HOTAS (Hands On Throttle-And-Stick
•    cellula ridisegnata/aggiornata, migliore manutenibilità e accessibilità (elevata vita a fatica)
•    motore turbofan di ultima generazione con spinta massima nella classe dei 1.550 kg (3,400 lb)
•    fattori di carico limite compresi tra +7/-3,5 g
•    eccellenti potenzialità come Light Combat aircraft
•    contenimento dei costi di acquisizione e di esercizio, comparabili a quelli di trainer turboelica di elevata potenza

Fonte: Comunicato Finmeccanica/ Alenia  Aermacchi

 

Fonte: www.analisidifesa.it

 

VEDI ARTICOLO 

www.aeroclubmodena.it/2014/08/siai-marchetti-s-211-2/


13 dicembre 2013

pierluigi fioreTRENTO – È una storia di cielo, passione e coraggio che da oggi entra nei suoi cinquant’anni. La cinquantesima stagione delle Frecce tricolori, la Pan che sta per Pattuglia acrobatica nazionale. La seconda nazionale italiana come è stata più volte definita: i dieci MB 339 che tutti gli appassionati di aeronautica conoscono. E le Frecce tricolori hanno un passato anche trentino. Tre sono stati, dalla metà degli anni ‘60, i piloti trentini della Pan: Danilo Franzoi di Mezzolombardo, che nella pattuglia entrò nel lontano 1966 come solista e ne uscì nel ‘76 come Pony 0: cioè il comandante delle Frecce Tricolori. Una vita per il volo che si concluse l’11 aprile del 2002 a causa di un incidente stradale nei pressi di Udine.

In tempi più recenti, dal ‘97 al ‘99 il capitano Alessandro Zanotelli, di Trento. Testa e cuore fatto per il volo ma che in seguito ad un problema ad un orecchio venne messo a terra e lasciò l’Arma Azzurra. Infine, Pierluigi Fiore (nella foto). Nella Pan, proveniendo dall’esperienza sui Tornado della base di Ghedi, entro nel ‘91 come gregario e nel ‘95 – ‘96 divenne capopattuglia fino a diventare, nel ‘97 – ‘98, comandante.

Un uomo, dicono negli ambienti dell’Aeronautica, che ha lasciato il segno. Insomma, i trentini si sono fatti onore in questa aristocrazia del volo.

Bruno Zorzi

(Articolo completo sull’Adige in edicola)

Fonte:www.ladige.it


30 ottobre 2013

314 milioni fino a fine anno e un miliardo e 450 milioni per il 2014: ecco quanto costerà il settore militare ai contribuenti italiani. soldi divisi tra missioni all’estero, corsa al riarmo, benefit alla casta in divisa e nuovi mezzi per i piloti acrobatici.

Mentre il Governo Letta – finché c’è – pensa a come raggranellare il miliardo necessario a evitare l’aumento dell’Iva, si continuano a spendere fiumi di denaro pubblico nel settore militare. In inutili guerre mascherate da missioni di pace, in costosissimi programmi di riarmo, in regalie e privilegi per la casta in divisa e – ciliegina sulla torta – in indispensabili nuovi aerei per la pattuglia acrobatica delle Frecce Tricolori. Nei prossimi giorni il Parlamento sarà chiamato ad approvare il rifinanziamento alle missioni militari internazionali: 314 milioni fino a fine anno e un miliardo e 450 milioni per il 2014. Soldi destinati in gran parte all’infinita missione di guerra in Afghanistan, dove l’Italia rimarrà almeno fino al 2017 con meno soldati ma con forze speciali e assetti aerei – pagando per giunta 120 milioni di euro l’anno a sostegno dell’esercito afgano. Un’altra fetta è destinata ai caschi blu italiani in Libano che, come è emerso all’apice della crisi siriana, stanno lì solo in attesa di venire evacuati alla prossima ripresa delle ostilità. I restanti milioni, suddivisi in mille rivoli, servono a tenere in vita decine di altre inutili missioni minori in giro per il mondo alle quali l’Italia partecipa, spesso con poche decine di uomini, solo per onore di bandiera.

Poi c’è la folle corsa al riarmo, che quest’anno si è attestata sui 5,4 milioni di euro. Non solo i famigerati cacciabombardieri F-35 (un programma da mezzo miliardo l’anno che potrebbe essere sospeso per uno o due anni senza alcun danno per l’operatività dell’aeronautica), ma anche le fregate Fremm della marina (per quest’anno sono stati autorizzati due stanziamenti per un totale di oltre un miliardo e mezzo), i sommergibili U-212 (stanziati quest’anno 192 milioni), i satelliti spia Cosmo-Skymed (157 milioni), i sistemi di comunicazione e controllo C4I (136 milioni), gli aerei-spia Gulfstream (132 milioni), i carri blindati Freccia (130 milioni), gli elicotteri Chinook (125 milioni), gli aerei pattugliatori Atr-72 (123 milioni), le bombe di precisione per i Tornado (108 milioni), gli elicotteri Nh-90 (106 milioni), i missili terra-aria Fsaf (96 milioni) e tanti altri programmi di riarmo da decine di milioni di euro l’uno (droni, siluri, cannoni, mortai) dei quali è difficile ravvisare l’urgenza e l’indispensabilità.

Infine ci sono gli sprechi della casta militare: quasi mezzo miliardo di euro – come denuncia Luca Comellini, segretario del Pdm (Partito dei diritti dei militari) – speso annualmente dalla Difesa in regalie e trattamenti economici privilegiati destinati agli alti gradi delle forze armate e a particolari categorie. “La voce di spesa principale, 415 milioni di euro all’anno, è rappresentata dall’indennità di ausiliaria corrisposta a tutti i militari in pensione, che per cinque anni possono essere teoricamente richiamati in servizio: un istituto assurdo, eredità della Guerra Fredda, che oggi risulta in stridente contrasto con la riduzione degli organici prevista dalla riforma Di Paola: si manda in pensione sempre più personale, continuando a pagarlo come se fosse in servizio. Poi ci sono gli avanzamenti di grado all’ultimo giorno di servizio e quelli, sempre figurativi ma con aumenti stipendiali reali da 35 milioni l’anno, che scattano dopo una certa anzianità. E ancora, 45 milioni l’anno di indennità antiesodo pagate a piloti e controllori di volo militari, 14 milioni l’anno di stipendi e pensioni per i cappellani militari, e altri milioni buttati in spese di missione e di rappresentanza”.

A completare il quadro, c’è l’ultima folle spesa annunciata dal ministro Mario Mauro: nuovi aerei per le Frecce Tricolori.

Un regalo da almeno 200 milioni di euro “per consentire alla nostra pattuglia di continuare a fare meraviglie in giro per il mondo”, ha spiegato il ministro.

Vista la non meravigliosa condizione economica dell’Italia, non potrebbero magari, i nostri bravissimi piloti acrobatici, fare il sacrificio di continuare a esibirsi ancora per qualche anno sui cari vecchi MB-339?

Fonte:www.ilfattoquotidiano.it


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