Mig

18 Aprile 2013

La posizione più forte della Russia sul mercato mondiale delle armi è quella relativa all’aviazione militare. Certi aeroplani come il Su-30 e il MiG-29 sono ben noti in molte regioni del mondo, specialmente nei paesi del Sud-est asiatico. La domanda di aerei militari di produzione russa si mantiene grazie alla comparsa di commissioni provenienti da paesi quali Algeria, Venezuela, Malaysia, Vietnam, Uganda e Indonesia.

A questa lista, forse, si aggiungerà ben presto anche il Bangladesh, dove potrebbe cominciare nel 2015 la fornitura di aerei Jak-130. Per le società del sistema industriale russo nel settore della difesa, la cooperazione tecnico-militare con i paesi asiatici ha un carattere prioritario. Le nazioni dell’Asia meridionale e del Sud-est asiatico sono in grande sviluppo e investono molto sul rifornimento delle loro forze armate, osserva Ivan Konovalov, direttore del Centro per la congiuntura strategica.

Questi paesi hanno bisogno di tali mezzi. Gli aerei da guerra russi sono quelli che i clienti preferiscono grazie al loro rapporto qualità-prezzo. Seppure costino abbastanza, essi, in confronto a quelli americani o francesi, sono più economici e di buona qualità. Per questo i paesi del Sud-est asiatico, dove esiste un gran numero di problemi irrisolti, compresi quelli relativi alle frontiere, sono molto interessati ai prodotti aeronautici russi. D’altronde, le società russe operano in maniera ponderata, pubblicizzando MiG e Sukhoi su questo mercato.

Il nuovissimo aeroplano militare di addestramento Jak-130 non è ancora così conosciuto nel mondo come il Su-30 o il Mig-29, ma ha buone opportunità di esportazione e ottime caratteristiche. Lo Jak-130 è unico per il fatto di svolgere due funzioni: il ruolo di aereo d’addestramento per la preparazione dei piloti militari e il ruolo di aereo d’assalto. Viktor Murachovskij, membro del Consiglio pubblico e presidente della Commissione industriale militare presso il Governo della Federazione Russa riferisce:

Grazie al dispositivo radioelettrico di bordo, è possibile imitare ampiamente svariati modelli di aerei militari, la loro aerodinamica e le modalità d’uso delle armi. Come aereo d’assalto leggero, esso può funzionare in condizioni meteorologiche semplici e adottare diversi tipi di armi, come bombe a caduta libera e missili non guidati. Ovviamente, lo Jak-130 non ha lo stesso potente sistema radioelettrico di bordo dei caccia di quarta e quinta generazione, ma in molti conflitti, soprattutto di natura locale o in azioni antiterroristiche, questo sistema non è richiesto.

Lo Jak-130 costa quasi la metà rispetto ai moderni caccia, sottolinea l’esperto. Questo rende il velivolo un prodotto esclusivo. Il contratto previsto con il Bangladesh è solo il primo passo verso la penetrazione dello Jak-130 nel mercato estero. Com’è ormai noto, il produttore dell’aeroplano, la corporazione «Irkut», insieme alla società «Rosoboronexport», ha intenzione di espandere lo Jak-130 nel mercato latinoamericano. Nel caso vengano conclusi contratti di fornitura di aerei con un paese di questa regione, la produzione su licenza potrebbe venire concessa al Brasile.

In tutto, secondo i dati di metà 2012, la «Rosoboronexport», negli ultimi sette anni, ha consegnato all’estero 290 aerei da guerra, per un ammontare di oltre 20 miliardi di dollari. Gran parte dell’esportazione riguarda il marchio «Su» e «MiG».

Fonte:http://italian.ruvr.ru


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