USA

9 novembre 2016

Tre bombardieri strategici americani sorvolano contemporaneamente il Mare del Nord e il Mar Baltico non lontano dai confini della Russia, ha riferito oggi il Comando Strategico delle forze armate degli Stati Uniti (STRATCOM).

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Il bombardiere strategico pesante B-52 Stratofortress effettua un volo da una base militare della Louisiana in direzione del Mare del Nord attraverso il Polo Nord e l’Alaska. Due bombardieri Stealth B-2 Spirit sono decollati da una base nel Missouri e attraverso l’Oceano Pacifico e le Isole Aleutine si dirigono nel Mar Baltico, si legge nel comunicato.

Lo STRATCOM non ha segnalato quando termineranno i voli, specificando solo che avvengono in simultanea. Secondo la tradizione americana, questo tipo di esercitazione prende la denominazione di “Ruggito Polare“.

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I bombardieri elaborano manovre di cooperazione nell’intercettare velivoli nemici potenziali nella zona di responsabilità del comando di difesa aerospaziale nordamericana, così come con i partner della NATO in Europa.

Ruggito Polare” dimostra il potenziale dei bombardieri degli Stati Uniti di condurre attacchi reattivi e flessibili su lunghe distanze”, — ha fatto sapere il STRATCOM.

La Russia ha già denunciato l’attività della NATO “senza precedenti” presso i suoi confini a seguito della crisi in Ucraina; a sua volta la NATO rileva “l’insolita” attività dell’aviazione militare russa.

Fonte: it.sputniknews.com


4 novembre 2016

LOS ANGELES – Sospettati di contrabbando di parti di aerei da combattimento in Iran, per un valore di 3 milioni di dollari, due uomini sono stati arrestati a Los Angeles.

 

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F-14A dell’Aviazione Islamica Imperiale Iraniana IRIAF

 

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Zavik Zargarian e Vache Nayirian, sono stati arrestati dall’Home Security degli Usa, dopo un’indagine sotto copertura da parte di agenti segreti che hanno seguito i due in ogni minima mossa; sospetta anche l’azienda di Zargarian, la ZNC Engineering, dove lavorano due uomini iraniani, Hanri Terminassian e Hormoz Nowrouz, entrambi sospettati di aver già raggiunto l’Iran, riporta il Los Angeles Times.

Molti degli imputati sono inoltre accusati di aver acquistato illegalmente O-rings in gomma di fluorocarburo, parti solitamente applicate nel campo militare, come sistemi idraulici aerei e carrelli di atterraggio. I due uomini si sono dichiarati innocenti e sono stati liberati su cauzione; secondo il capo di imputazione, Terminassian ha contattato dall’Iran Zargarian, per chiedergli un aiuto riguardo alcune parti di aerei militari, incluse quelle usate nei jet da combattimento F-14.

Zargarian ha tentato di acquistare le parti da un agente sotto copertura dell’Homeland Security, che ha finto di essere un fornitore di ricambi aerei.
Un volta accordato il luogo dell’incontro, Zargarian si è recato negli Stati Uniti per incontrare Terminassian, l’agente e infine concludere l’accordo.

Il capo di imputazione, inoltre, reputa Zargarian e Nayrian colpevoli di cospirazione, insieme a Terminassian e Nowrouz, di esportazione di O-rings da un venditore della California; le parti, in seguito, sarebbero state esportate negli Emirati Arabi e nel Kuwait.

Per sviare i controlli, gli imputati avrebbero falsamente dichiarato che gli O-rings erano destinati al commercio di paesi diversi dall’Iran, ma le autorità federali hanno ottenuto delle prove che confermano la consegna degli O-rings all’ Airforce iraniana.

“Una della nostre priorità è quella di prevenire che merci sensibili come queste, cadano nelle mani di individui o nazioni che potrebbero tentare di danneggiare l’America o i suoi interessi” ha detto Joseph Macias, agente speciale incaricato dell’ Homeland Security Investigations a Los Angeles.

L’embargo degli Stati Uniti contro l’Iran vieta l’esportazione di beni, tecnologie e servizi con limitate eccezioni. Se condannato, Zargarian si troverebbe ad affrontare una pena massima di 115 anni in una prigione federale, più una multa di 4,77 milioni di dollari, mentre Nayirian dovrebbe scontare 95 anni in una prigione federale e pagare una multa di 3,77 milioni di dollari.

Fonte: www.blitzquotidiano.it/


13 ottobre 2016

Gli aerei sono un bombardiere e un idrovolante abbattuti nella Seconda Guerra mondiale. La nave affondò nel 1932

di Andrea Marsanich

SPALATO. Il “museo sommerso” intorno a Lissa, isola dalmata straricca di storia, non finisce di stupire. Nelle ultime settimane sono stati scoperti su questi fondali due velivoli, risalenti alla Seconda guerra mondiale e un piroscafo, affondato nel 1932.
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A rinvenire i tre relitti è stato Lorenz Marovic, proprietario del centro attività subacquee Manta di Comisa (isola di Lissa), non nuovo a episodi del genere avendo scoperto nel 2005 la carcassa della pirofregata Re d’Italia, speronata e affondata nella celebre battaglia di Lissa, il 20 luglio 1866.
Aiutato da un gruppo di pescatori di Comisa, Marovic si è dapprima accorto dei relitti dei due aerei e poi ha notato il piroscafo Michael N.Maris, colato a picco dopo avere urtato contro uno scoglio nel 1932 e che ora giace ad una profondità di 74 metri.

La nave, costruita nel 1899 aGlasgow e il cui primo nome fu Adriatico, costituisce il più grande relitto sui fondali intorno all’isola di Lissa. Marovic non ha comprensibilmente voluto rivelare la posizione dei tre siti. «La nave è a una quota batimetrica di 74 metri – è quanto dichiarato dal noto sub – mentre i due aerei si trovano rispettivamente alle profondità di 107 e 94 metri».

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Grazie all’aiuto degli esperti, è stato appurato trattarsi di un bombardiere Consolidated B24 Liberator, che sorvolava spesso questa porzione della Dalmazia, e di un idrovolante del tipo Catalina, prodotto dalla citata Consolidated, e che veniva utilizzato per operazioni di pattugliamento e soccorso.

Il bombardiere è piombato in mare inabissandosi a 107 metri, mentre il più piccolo idrovolante è posato su un fondale a 94 metri di profondità.
«Il 26 settembre, subito dopo il rinvenimento delle tre carcasse – ha precisato Marovic – ho avvertito il competente ministero croato.

Spetta agli organismi di Zagabria intraprendere i passi necessari, intervenendo in tempi sufficientemente rapidi in quanto si tratta di scoperte preziose per il turismo subacqueo».

Oltre ad avere rinvenuto il relitto della Re d’Italia, Marovic può vantarsi di avere tirato fuori dall’oblio – sempre sui fondali di Lissa – ciò che resta del piroscafo austroungarico Zagreb.

Fonte: ilpiccolo.gelocal.it/


11 ottobre 2016

L’Amministrazione dell’aviazione federale (Faa) americana mette in guardia i passeggeri su uso e trasporto del Galaxy Note7, che la Samsung a ritirato dalle vendite dopo gli ultimi incidenti di combustione.
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“Alla luce dei recenti avvenimenti e delle preoccupazioni sollevate da Samsung sui suoi Note7, la Faa consiglia vivamente ai passeggeri di non attivare o ricaricare questi dispositivi a bordo di aerei e non stivarli in alcun bagaglio”, si legge in un comunicato pubblicato dall’aviazione Usa sul suo sito web.

Le restrizioni, specifica la Faa, valgono anche per i dispositivi richiamati e ripristinati.
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Fonte: www.swissinfo.ch/ita


10 ottobre 2016

Per oltre 20 anni gli aerei da combattimento delle flotte di Stati Uniti e degli alleati europei hanno dominato i cieli.

 

Ma oggi, Russia e Cina stanno facendo in tale settore una mole di investimenti tale da poter compromettere tale superiorità, il che scatenerebbe una nuova corsa agli armamenti.

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Parte dei nuovi sistemi d’arma, tra aerei e capacità antiaerea, dovrebbe entrare in servizio entro pochi anni. Mosca mostra i muscoli in zone calde come l’Europa Orientale e il Medio Oriente, Pechino nel Mar Cinese Meridionale, spingendo le alte gerarchie militari dell’Occidente a insistere con urgenza per uno svecchiamento delle flotte di aerei da combattimento.

“La sfida per la Us Air Force è l’accelerazione delle controparti dotate di una capacità militare avanzata in grado di competere con la nostra”, ha dichiarato a giugno al Congresso il Capo di Stato maggiore delle Forze aeree, gen. David Goldfein, qualche giorno prima di ricevere l’incarico.

Due mesi più tardi l’aeronautica degli Stati Uniti ha certificato il nuovo F35 Joint Strike Fighter.

Progettato per essere invisibile, il velivolo è stato appositamente pensato per attacchi brevi e di precisione, oramai il tratto distintivo dell’azione militare occidentale dai tempi dei bombardamenti Nato in Bosnia degli anni 90.

La Ferrari dei jet da combattimento, l’F22 Raptor, è ancora relativamente nuovo essendo in servizio dal 2005.

Progettato per abbattere aerei nemici volando due volte oltre la barriera del suono, recentemente si è evoluto in bombardiere in grado di raccogliere informazioni di intelligence sul territorio nemico.

Ma più di tre quarti dei caccia della flotta Usa, tuttavia, risalgono agli anni 70.

L’F15 vola dal 1975, l’F16 è operativo dal 1979, e l’F/A-18 della marina è stato dislocato per la prima volta nel 1978. Insieme a jet più nuovi come il Rafale e l’Eurofighter, modelli datati compongono la colonna portante anche delle forze aeree di molti alleati asiatici ed europei.

Dal canto suo la Russia prevede di mettere in attività il suo primo Stealth, il T50, entro il 2018. Il bimotore è stato progettato per essere altamente maneggevole ed è dotato di sofisticate apparecchiature elettroniche per individuare gli aerei nemici a molti chilometri di distanza.

Attualmente, Mosca ha schierato in Siria alcune delle opzioni più recenti, come il bombardiere Su-34 e il caccia Su-35.

Storicamente la Cina faceva affidamento sui modelli russi, molti vecchi aerei affiancati ad alcuni costruiti in patria su licenza, ma tale politica sta per andare in soffitta.

L’aviazione del Dragone “sta rapidamente colmando il divario con le forze aeree occidentali su un ampio spettro di funzionalità”, recita la valutazione annuale del Pentagono di quest’anno.

Il cinese J20, che ricorda gli F22 americani, è in volo dal 2011, anche se non è ancora entrato in servizio. Un anno dopo Pechino ha avviato i test dell’FC31, sosia dell’F35 americano. Il ministero della Difesa dell’ex Celeste Impero a maggio ha replicato al rapporto del Pentagono che parlava di “forte insoddisfazione e decisa opposizione”, accusando gli Stati Uniti di “commento improprio” su questioni tra cui lo sviluppo di armi.

Washington ha tuttora un vantaggio: i suoi aerei anti-radar sono operativi, mentre Russia e Cina stanno ancora sviluppando le proprie risposte, ma non sono solo i nuovi aerei a destare preoccupazioni. Le due potenze sono impegnate anche nello sviluppo di sistemi antiaerei più sofisticati.

Mosca afferma che il nuovo S-400 può abbattere aerei a una distanza massima di 236 miglia, pari a circa il doppio del missile predecessore.

In agosto, oltre alla vendita all’estero, il ministero della Difesa russo ha annunciato che il sistema sarebbe stato schierato nella regione di nuova annessione della Crimea in presenza di crescenti tensioni con l’Ucraina.

“Questo complica enormemente la sfida nella conduzione di qualsiasi tipo di operazione militare”, commentaDavid Deptula, tenente generale delle Forze aeree americane in congedo.

E la Cina quest’anno ha schierato il proprio sistema missilistico terra-aria HQ-9 alle isole Paracel nel Mar Cinese Meridionale, rivendicate anche dal Vietnam.

Per fronteggiare le nuove minacce, la Us Air Force, in una recente valutazione, ha raccomandato l’introduzione di missili a lungo raggio o altri strumenti che permettano agli aerei attualmente in dotazione di colpire gli obiettivi rimanendo al di fuori dal raggio di difesa nemico.

A margine di un’esibizione aerea tenuta a luglio in Inghilterra il generale dell’Aviazione statunitense Herbert J. Carlisle, capo dei servizi dell’Air Combat Command, ha parlato dell’aggiornamento di alcuni modelli entro il 2030.

A maggio, la marina americana ha dato il via a un processo di valutazione di 18 mesi a proposito della sostituzione del caccia multi-ruolo F/A-18E/F Super Hornet entro il 2035.

Il Pentagono sta ancora definendo esattamente le proprie necessità, ma Boeing, Lockheed Martin e Northrop Grumman hanno già cominciato a far circolare progetti futuristici.

E Bae Systems, nelle parole di Chris Boardman, direttore esecutivo della divisione militare, ha rivelato che un piccolo team di ingegneri è impegnato nel brainstorming per le forze britanniche.

Alcuni deputati americani hanno sollecitato l’Air Force a ripristinare la produzione del caccia F22, interrotta nel 2012, dotandolo di un sistema elettronico più efficiente nel contrastare la contraerea.

Anche i ministeri della Difesa del Vecchio Continente stanno valutando l’investimento in nuovi aerei da combattimento, conferma Douglas Barrie, senior fellow presso l’International Institute for Strategic Studies di Londra, ricordando “la decisione della Russia in Europa Orientale e l’acquisto di velivoli da combattimento con capacità sempre maggiori”.

Oltre all’acquisto di F35 e lo sviluppo di progetti propri, il ministero della Difesa britannico prevede una serie di iniziative di “maturazione” delle tecnologie in collaborazione con Stati Uniti e Francia.

La Germania pensa a un nuovo caccia che sostituisca i Tornado, nati dalla collaborazione con Italia e Regno Unito, entrati in servizio nella Luftwaffe 37 anni fa. Stando a un rapporto del ministero della Difesa tedesco dello scorso anno, sarebbero al vaglio anche opzioni senza pilota.

Parigi, invece, secondo quanto riferito dal portavoce della Difesa, prevede di aggiornare il Rafale perché resti efficace contro la continua evoluzione delle minacce, in tandem con i nuovi concept elaborati congiuntamente alla Gran Bretagna.

(Articolo pubblicato su MF/Milano Finanza, quotidiano diretto da Pierluigi Magnaschi)

Fonte: formiche.net/


5 ottobre 2016

Oltre un milione di persone rischiano di essere evacuate in Sud Carolina a causa della minaccia del tifone Matthew.

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Lo ha annunciato il governatore Nikki Haley L’ordine di evacuazione interesserà la zona costiera dello stato.

Dopo la Florida è stato dichiarato lo stato di emergenza anche in Georgia.

Rinviata anche la partecipazione del presidente americano Barack Obama in un evento elettorale a sostegno della candidata democratica Hillary Clinton, a causa dell’uragano Matthew, che minaccia di colpire la Florida nei prossimi giorni.

l passaggio del ciclone Matthew su Haiti ha fatto lanciare all’Unicef l’allarme per disastro umanitario: si parla di 4 milioni di bambini a rischio. L’uragano ha toccato terra alle sette del mattino ora locale, con venti superiori ai 230 chilometri orari.

E la paura cresce anche negli Stati Uniti, dove Matthew potrebbe arrivare nei prossimi giorni dopo il passaggio su Cuba.

Potrebbe infatti cambiare la sua traiettoria fino a toccare le coste della Florida per poi proseguire lungo la East Coast, dalla Georgia al Nord e Sud Carolina fino allo stato di New York.

l governatore del Sunshine State Rick Scott ha già dichiarato lo stato di emergenza, mobilitando 200 soldati della Guardia Nazionale e invitando la popolazione a preparasi al peggio.

A Miami come a Tampa gli scaffali dei grandi magazzini e dei negozi sono presi in queste ore d’assalto. In maniera precauzionale anche il presidente americano Barack Obama è stato costretto a cancellare due tappe in Florida per la campagna di Hillary Clinton.

Matthew – che ha già fatto sette vittime – è la peggior tempesta tropicale che si sia abbattuta su Haiti in decenni. Ma – spiegano gli esperti – rischia di trasformarsi in una catastrofe a causa delle condizioni già disastrose in cui ancora vive la popolazione a sei anni dal terremoto che fece oltre 200mila vittime.

Molti residenti sono ancora nelle tendopoli e, secondo quanto dichiarato dalle autorità locali e dalle varie organizzazioni umanitarie, la maggior parte della popolazione ha ignorato gli appelli all’evacuazione nel timore che i propri averi venissero rubati.

Il pericolo per i bambini ad Haiti, come ha messo in guardia l’Unicef, potrebbe arrivare soprattutto dall’acqua contaminata, con il rischio di contrarre pericolose malattie.

«L’acqua contaminata – ha detto Marc Vincent, rappresentante Unicef ad Haiti – è la prima minaccia per i bambini. La nostra priorità è far sì che bevano acqua sicura».

Ore di allerta anche per Cuba e le Bahamas, dove l’uragano potrebbe arrivare tra stanotte e domani mattina.

In particolare a Cuba sono già state evacuate circa 300mila persone nella zona orientale. Evacuazioni anche nella base americana di Guantanamo Bay. Gli Stati Uniti hanno già rimpatriato 700 familiari del personale americano in servizio.

Fonte:ilmessaggero.it/

 


4 ottobre 2016

Due aerei spia Usa hanno compiuto ieri voli di ricognizione nei pressi delle coste russe sul Mar Nero. E’ quanto stanno rilevando i siti occidentali che tracciano i movimenti degli aerei militari.

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In particolare uno dei due è un bireattore da pattugliamento marittimo Boeing P-8A Poseidon della Us Navy (sopra), con numero identificativo 168859, decollato ieri mattina presto dalla base di Sigonella in Sicilia.

Il Poseidon ha condotto un volo di esplorazione nella parte orientale del Mar Nero, al largo della costa della regione russa di Krasnodar.

Un secondo aereo spia, un quadrireattore dell’Usaf per le operazioni SIGINT (Signal Intelligence) Boeing RC-135W Rivet Joint(sotto), decollato dalla Baia di Suda a Creta, ha sorvolato le acque a sud-ovest della penisola di Crimea.

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Nelle ultime settimane, ricorda l’agenzia russa Interfax, i voli di aerei spia americani lungo i confini russi sono notevolmente aumentati.

Soprattutto nei pressi della costa della Crimea, delle basi russe in Siria (quella navale di Tartus e quella aerea di Hmeimim, vicino a Latakya) e nel Mar Mediterraneo orientale dove sono dislocate le navi militari russe.

Fonte:www.analisidifesa.it/


1 settembre 2016

Esplosioni con successivi incendi nella rampa di lancio della Space X nella zona militare della base di Cape Canaveral in Florida. Distrutto un razzo lanciatore Falcon 9.

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La compagnia di Elon Musk ha diffuso una nota, confermata dall’aeronautica militare, in cui si indicano problemi non meglio definiti che hanno causato alle 9.07 (ora locale) un’esplosione durante una serie di test ai motori del vettore che il 3 settembre avrebbe dovuto portare in orbita un satellite israeliano (Amos 6) che è andato in cenere. Fra gli utilizzatori principali previsti per quel satellite c’era anche Facebook nell’ambito di un progetto per portare Internet nelle aree più remote del mondo tra cui l’Africa sub-sahariana

I media locali riportano di numerose esplosioni rimbombate fino a edifici a grande distanza. Il test viene definito di routine dal Kennedy Space Center della Nasa, che non è coinvolta nelle operazioni, anche se si tratta sempre di una fase molto delicata nella gestione di tonnellate di carburante. Non risultano tuttavia feriti e, sempre secondo la Nasa, non vi sono pericoli per il personale della base e il pubblico in visita.
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La compagnia privata del magnate sudafricano ha puntato con forza sulla strategia di recupero del primo dei due stadi, il più potente, dei lanciatori Falcon che riatterrano una volta esaurito il carburante. Il test odierno riguarderebbe appunto il primo riutilizzo di uno stadio già usato in un precedente lancio. Si tratta di uno stadio composto da nove motori Merlin a ossigeno liquido. Per sei volte Space X è riuscita far atterrare con successo il primo stadio, ma si sono anche registrati alcuni fallimenti soprattutto quando la base di atterraggio è stata allestita, per motivi di sicurezza, in mare. L’incidente più grave è costituito dalla esplosione che nel giugno dell’anno scorso ha distrutto un Falcon che avrebbe dovuto portare in orbita una navetta Dragon con i rifornimenti per la stazione spaziale internazionale.

Secondo Space X il riutilizzo del primo stadio comporta un risparmio del 30% delle spese per la messa in orbita di satelliti. La costruzione di un vettore Falcon 9 costa 60 milioni di dollari mentre per un “pieno” di carburante servono 300mila dollari.

Il vettore Falcon 9 è anche il fulcro del programma di Space X sia per il trasporto degli astronauti per la stazione spaziale sia per i programmi di turismo spaziale, obbiettivi certo più prossimi dell’obbietivo Marte che pure Musk ha messo nel mirino.

Fonte:www.ilmessaggero.it/


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