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6 novembre 2016

Intrusione in Valle Noghera per girare un video. Infuriati i titolari dell’isola nella laguna di Grado pronti a presentare una denuncia

GRADO. Lunedì scorso in mezzo ai fenicotteri rosa che si trovano in questo periodo in Valle Noghera nella laguna di Grado è spuntato in volo anche un piccolo aereo monoposto. Un appassionato di ultraleggeri con decine d’anni d’esperienza, sempre ligio ai regolamenti, ha pensato di imitare quelli che realizzano splendidi documentari abbassandosi sopra gli uccelli e facendoli alzare in volo.

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Riprese affascinanti che hanno ispirato l’appassionato che, come raccontano alcuni testimoni, per quattro volte si è abbassato fin troppo in Valle Noghera per riuscire a riprendere i circa 3mila Fenicotteri Rosa in volo per realizzare anche lui delle belle riprese con la piccola cinepresa montata sul muso del velivolo. Un filmato amatoriale a scopo puramente privato.

 
Proprio mentre effettuava queste evoluzioni a Valle Noghera erano presenti sia i proprietari dell’isola e sia la fotografa naturalista Margitta Schuff Thomann che ha immortalato l’”intruso”.
Svariate le versioni dei fatti. Quella che arriva dai proprietari di Valle Noghera, che già in passato aveva avuto “visite” simili, lamenta l’invasione a bassa quota di un’areo sopra un’area privata. Un’invasione che non è stata gradita tanto che sembra stiano per partire specifiche denunce. Ci sono poi gli appassionati che difendono a spada tratta tutti gli animali e che lamentano il disturbo degli uccelli che sono tutelati.
Infine c’è la versione del pilota. «Sono davvero rammaricato per quanto mi sta raccontando – dice il proprietario del piccolo monoposto -, non avevo alcuna intenzione di causare alcun problema. E se li ho causati me ne dispiaccio. Sono tanti anni che volo e sempre nel rispetto dei regolamenti».
Il pilota, della zona del latisanese, ha tanti anni d’esperienza di volo e fa presente che sul “Notam” che viene aggiornato continuamente non si fa alcun riferimento a divieti di sorvolo in quella zona. Il Notam (Notice to AirMen) è utilizzato dai piloti in particolare per essere aggiornati sulle ultime informazioni disponibili di un determinato aeroporto.

In Italia le informazioni sono accentrate e gestite dall’Enav attraverso l’Ufficio Notam che si occupa e preoccupa di reperirle dagli enti preposti (Aeronautica Militare Italiana, Società di gestione ed Ente Nazionale Aviazione Civile).

Tornando a quanto accaduto lunedì il pilota sottolinea ancora che si è trattato semplicemente di un volo per girare un breve video con la GoPro per farlo vedere agli amici. «Nulla di straordinario – ripete il pilota – non credevo assolutamente di causare un così grave problema».
Intanto gli appassionati birdwatching e gli animalisti non si fermano e si informano sulle restrizioni in vigore ma che ai piloti, invece, a quanto dicono gli stessi proprietari di ultraleggeri, non sono note.

La Regione, attraverso l’ufficio che si occupa della biodiversità, ha approvato le disposizioni “Natura 2000” seguendo le disposizioni europee. E secondo queste disposizioni ci sarebbe il divieto di sorvolo sotto i 300  metri (1000ft n.d.r.) anche in certe zone della laguna: le riserve naturali riconosciute (Cona e Cavanata), i cordoni litoranei e anche le valli da pesca che confinano con i canali navigabili che invece non sono tutelati.
Da verificare l’esatta delimitazione delle aree e anche i periodi di divieto perché ad esempio per quel che riguarda il cordone litorale (Banco d’Orio in specifico) ai piloti risulta il divieto di sorvolo sotto i 300 metri unicamente durante il periodo estivo ma questo solo perché è stata la Capitaneria di Porto a emettere disposizioni in merito.

Insomma, ognuno ragiona “pro domo sua” con la massima ristrettezza e rigidità senza pensare agli altri.

 

Con il risultato che mancano chiarezza e informazioni.

@anboemo

Fonte:ilpiccolo.gelocal.it/


10 ottobre 2016

Nell’incidente urtata anche un’auto in transito.

 

È morto nel pomeriggio a causa delle gravi ferite riportate Piergiorgio Anecronti, di 66 anni, il pilota dell’Elicottero ultraleggero Dragon Fly precipitato questa mattina mentre si apprestava ad atterrare a Soleminis (Cagliari).

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L’uomo dopo l’incidente era stato ricoverato con prognosi riservata nell’Ospedale Brotzu di Cagliari, ma le lesioni ai polmoni ed al cuore non gli hanno lasciato scampo.
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Anecronti era partito dall’hangar della sua abitazione a pochi metri dal luogo dell’incidente e dopo un breve giro stava facendo rientro. Durante le fasi di avvicinamento, però, l’ elicottero è entrato in stallo ed è caduto da una altezza di 15-20 metri sulla strada statale.
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Le pale hanno squarciato la parte anteriore di una Renault Clio che transitava. I componenti della famiglia che viaggiava sulla vettura sono rimasti illesi.

ILLESA FAMIGLIA IN AUTO – Sono rimasti illesi Roberto Simbula, la moglie Greca Angioni ed il figlio che viaggiavano a bordo della Renault Clio urtata dall’elicottero durante la caduta.

Le pale hanno colpito la parte anteriore della Renault Clio a bordo della quale viaggiava la famiglia di Soleminis diretta a Dolianova. Immediata la richiesta di soccorso e l’arrivo sul posto di vigili del fuoco, carabinieri, polizia stradale e 118. La strada è rimasta chiusa al traffico per qualche tempo per consentire i soccorsi e la rimozione dell’elicottero.

Fonte:www.ansa.it/


6 agosto 2016

L’Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (ANSV), in relazione all’incidente occorso oggi 5 agosto all’aeromobile cargo B737-400 marche HA-FAX presso l’aeroporto di Bergamo, informa che, in coordinamento con l’autorità giudiziaria, sta curando la corretta preservazione delle evidenze utili all’attività investigativa, tra le quali i registratori di volo FDR (flight data recorder) e CVR (cockpit voice recorder).

Il team investigativo ha già richiesto tutta la documentazione relativa al velivolo e all’equipaggio, nonché i bollettini relativi alla situazione meteorologica in atto al momento dell’incidente.

L’ANSV informa altresì che sono stati ammessi a partecipare all’indagine, in base alle previsioni della normativa internazionale e comunitaria in materia di inchieste aeronautiche, rappresentanti dell’omologa autorità investigativa dello Stato di immatricolazione dell’aeromobile (Ungheria).

 

Fonte:www.ansv.it/


15 maggio 2016

Pavullo. Le Sea Avio dovrà migliorare un biposto elettrico e spera di sfondare nel mercato orientale

PAVULLO. Cinesi a Pavullo per commissionare lo sviluppo di un aereo. Sembra fantascienza ma non è così: nei giorni scorsi è arrivata una delegazione dall’Oriente in visita all’aeroporto e alla neonata Sea (Swiss Excellence Airplanes) Avio, l’azienda svizzera dell’ingegnere argentino Alberto Porto che in via Montegrappa ha avviato la produzione del Risen, avveniristico biposto da turismo che con soli 100 cavalli ha battuto il record del mondo di velocità.

CINPAV

La delegazione venuta dallo Shenyang era composta da un rappresentante della Shenyang Aerospace University (Sau) e da due responsabili dell’Aerodynamics Research Institute della Avic, probabilmente il più grande conglomerato di industrie del settore aeronautico in Cina.

Si erano conosciuti con l’ingegner Porto l’anno scorso in Germania, alla presentazione del prototipo del suo Risen. E, saputo dell’avvio della fabbrica a Pavullo, sono arrivati con una richiesta specifica: «Ci hanno incaricato – spiega Porto – di sviluppare una nuova configurazione di un loro aereo elettrico, il biposto Rx1E, che in termini di prestazioni non ha risposto alle attese. Si tratta di lavorare soprattutto sull’ala, ridisegnandola e sviluppando i prototipi. Pensare di essere stati scelti così da lontano per un’operazione tecnica di questo livello è una soddisfazione enorme: adesso bisogna mettersi a lavorare come sempre, con passione e sacrificio».

Essendo elettrico, il velivolo è di altra gamma rispetto al Risen, ed è chiaro che la visita è servita anche a presentare questo concentrato tecnologico in fibra di carbonio nella sua configurazione produttiva: «L’attenzione riscossa è stata tanta – commenta Porto – vista la dimensione del committente e la delega di fiducia progettuale, questo contatto potrebbe essere l’occasione per aprire le porte del mercato cinese all’aereo made in Pavullo. È una grandissima opportunità».

«Quando mai sarebbero venuti cinesi a Pavullo se non si fosse avviato questo progetto d’eccellenza con la Sea Avio? – sottolinea Roberto Gianaroli, presidente dell’Aero Club – È la conferma della validità della scommessa e delle grandi potenzialità che sta liberando l’aeroporto con la sua continua crescita».

FONTE:gazzettadimodena.gelocal.it/


4 febbraio 2016

Aveva preso quota da qualche minuto dall’aviosuperficie di Scalea ma il piccolo aereo da turismo è finito con lo schiantarsi sulle montagne ricadenti nei limitrofi comuni San Nicola Arcella e Santa Domenica.

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Al momento non si hanno notizie sulla sorte delle persone a bordo del piccolo aereo da turismo ma anche dalle foto che iniziano a circolare sui social network, il bilancio potrebbe essere tragico.
Intanto, è scattato immediatamente il sistema di soccorso con impegnati i vigili del fuoco, i sanitari del 118 ed anche i volontari del Soccorso alpino del Pollino.
Ma intanto l’ENAV smentisce la notizia di un piccolo aereo da turismo precipitato in quell’area, è stato riscontrato infatti che dall’aviostazione di Scalea non è partito alcun velivolo .

Sarebbe rientrato dunque l’allarme sullo schianto di un piccolo aereo di turismo decollato dall’aviostazione di Scalea, come avevano riferito in un primo momento le agenzie di stampa nazionali, dopo aver appreso la notizia, poi smentita, da alcune persone che avrebbero visto una colonna di fumo alzarsi dalle montagne vicine. Rimane da accertare cosa sia successo veramente, e dunque da cosa sia dipesa la colonna di fumo che si è innalzata nell’area.

L’ipotesi più plausibile, al momento, è quella di un bang supersonico provocato da un aereo militare di passaggio su quell’area, ma sono state avviate ulteriori verifiche con perlustrazioni aree e di terra.
Fonte:www.cosenzapost.it/


16 agosto 2015

Giornata burrascosa, cielo plumbeo,vento e temperatura scesa di molto sotto le medie stagionali ma senza precipitazioni piovose, almeno in questa zona.


SAM_4026 SAM_4025 SAM_4017 SAM_4016 SAM_4015Anche se tutt’intorno continuavano a gonfiarsi cumulonembi minacciosi che qua e la hanno sicuramente scaricato acqua.

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Nella zona sud, verso l’Appennino il cielo era praticamente nero

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Robinson R44 Clipper I-NIKC ( c\n 698)

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Nonostante ciò qualche velivolo s’è alzato in volo

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GUARDA VIDEO

www.youreporter.it/video_GIORNATA_BURRASCOSA_ALL_AEROPORTO_DI_MARZAGLIA

P.G.


15 luglio 2015

La ragazza, che si trovava con i nonni su un piccolo aereo, è stata trovata nello Stato di Washington da un gruppo di escursionisti

air crash21:23 – Un’adolescente è scampata alla morte dopo che l’aereo su cui viaggiava si è schiantato nello Stato di Washington.

 

Secondo la ricostruzione delle autorità, Autumn Veatch, 16 anni, ha vagato per due giorni prima di essere trovata da un gruppo di escursionisti nelle vicinanze di un parco nazionale. Era disidratata ma in generale in buono stato di salute.

 

La ragazza era in volo con i nonni a bordo del loro aereo dal Montana a Washington quando a un certo punto il velivolo è precipitato.

 

Lei è riuscita a uscire dai rottami dell’aereo e ha cercato anche di aiutare i nonni ma non ci è riuscita.
Per diverse ore è rimasta accanto a loro nella speranza che arrivassero i soccorsi.

 

Non vedendo arrivare nessuno ha deciso di mettersi in marcia. Nel frattempo il velivolo ancora non è stato ritrovato, perché le ricerche sono complicate dal fatto che la regione dove è presumibilmente precipitato è densa di ripide montagne.

 

P.G.


20 agosto 2014

Probabile l’errore umano, i mezzi erano stati severamente controllati.

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di FRANCESCO GRIGNETTI
ROMA
 
Saranno le scatole nere dei due velivoli precipitati a dire come sono andate le cose. È un fatto, però, che i testimoni oculari raccontano di aver visto i due aerei militari volare a bassa quota, sui 500 metri, e scontrarsi frontalmente uno contro l’altro. Perché?
«Per un volo addestrativo», è spiegato dall’Aeronautica. Fonti della Difesa garantiscono che i due aerei volavano «sulla rotta prescritta» e soprattutto «alla quota stabilita». Con il che si delinea meglio anche il tipo di addestramento a cui si stavano dedicando i due piloti del Sesto Stormo di Ghedi (Brescia): un volo di guerra simulata.  

 

«Il Tornado – spiega infatti il Generale Leonardo Tricarico, già Capo di Stato Maggiore dell’Aeronautica e presidente della fondazione di studi dedicati alla sicurezza “Icsa” – nasce come cacciabombardiere in grado di effettuare voli a bassissima quota.

In teoria può scendere sotto i 50 metri, ma in pratica, vista l’evoluzione degli ultimi conflitti, si è capito che scendere così in basso oltre che inutile è controproducente. E perciò in genere non si scende più sotto i 500 metri».  

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Ecco, è appunto a questa quota che sembra essersi verificato l’incidente. I due equipaggi si stavano preparando in vista di una esercitazione della Nato che si sarebbe tenuta in autunno. Esercitazione multinazionale di guerra simulata. Per questo motivo i due Tornado dovevano effettuare diversi passaggi a quote diverse, sempre in tandem.  

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«I nostri piloti – dice una fonte dell’Aeronautica – devono ormai essere sempre pronti a ogni tipo di missione. Avete visto: ieri l’Afghanistan o la Libia, domani chissà, magari la Siria. E in genere sono missioni affidate a una coppia di aerei».  

Si stavano dunque addestrando alla guerra aerea. «E siccome non abbiamo poligoni nel deserto – riprende il generale Tricarico – ma anzi abbiamo un territorio densamente abitato, ricco di valori ambientali o paesaggistici, o turistici, per noi un volo addestrativo è sempre uno slalom tra le prescrizioni fisse e quelle variabili, i cosiddetti Notam. Se in una data area è previsto un lancio di paracadutisti, o una manifestazione amatoriale, chi prepara il piano di volo dev’esserne più che consapevole».  

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torncrash10La memoria di Tricarico corre all’indietro. Al terribile incidente del Cermis, quando un jet militare statunitense impattò con una funivia a Cavalese, sulle Dolomiti, e tranciò venti vite. Era il 3 febbraio 1998. Tricarico presiedette la commissione d’inchiesta: «Al termine si decise che in Italia ogni sorvolo militare a bassa quota, di qualunque nazionalità fosse, andava prima autorizzato da noi. Una regola che non c’era e ora c’è»

 

Ma il Cermis qui non c’entra, così come l’età dei Tornado: è vero che sono in esercizio dagli Anni Ottanta, ma i più vecchi sono già stati radiati e quelli che operano subiscono severi controlli. Così è stato anche per quelli precipitati ieri. Peraltro è stranoto che i Tornado siano da sostituire. Vedi polemica sugli F35 che li dovrebbero rimpiazzare.  

 Non deficit strutturale, allora, ma probabile errore umano. «E mi duole dire – conclude Tricarico – che i tagli al bilancio della Difesa, per anni, hanno compresso soprattutto le spese per l’addestramento. Ma meno ore di volo significa meno confidenza con il mezzo. E ho paura che i nostri piloti siano ridotti ormai al minimo sindacale delle ore di volo».

 

Fonte:http://www.lastampa.it/


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