voli

8 novembre 2016

Ben dieci aviolinee si sono qualificate con “zero” o appena “una” stella per quanto riguarda la sicurezza: un sito specializzato le ha raccolto in una classifica dell’orrore.

 

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Alla compagnia aerea Iraqi Airways lo scorso mese è stato vietato di operare nello spazio aereo dell’Unione europea, a causa di “problemi di sicurezza”. E’ solo l’ultima dei casi di vettori aerei che sono finiti sotto monitoraggio.

 

Lo rivela il quotidiano britannico the Indipendent che pubblica la classifica delle peggiori compagnie aeree del mondo che il sito specializzato AirlineRatings.com valuta con un sistema basato in base al numero di incidenti che hanno implicato problemi gravi, se non mortali, per i passeggeri.

Per il secondo anno consecutivo il 2015 la principale causa di morte per quanto riguarda i viaggi aerei sono stati atti che esulano dalle responsabilità diretta delle compagnie aeree, in altre parole si tratta di omicidio: così è per la scomparsa ancora irrisolta del volo MH17 è abbattuto sopra l’Ucraina, così come lo schianto di Germanwings e Metrojet rispettivamente Alpi e Sinai.

224 persone sono state uccise quando il russo Metrojet Airbus A321-231 rotto a parte poco dopo la sua partenza dall’aeroporto internazionale di Sharm el-Sheikh in Egitto.

Nel mese di marzo 2015, un Airbus A320-211 Germanwings si è schiantato nelle Alpi francesi, uccidendo tutte le 150 persone a bordo. Il pilota Andreas Lubitz aveva tendenze suicide ed è stato incolpato di aver causato l’incidente deliberatamente.

L’editor di AirlineRatings.com Geoffrey Thomas ha spiegato al quotidiano britannico come Germanwings ha mantenuto il suo rating di sicurezza a sette stelle per il 2016 perché l’incidente è stato causato dal suicidio pilota.

Nel nostro sistema di rating, che è approvato dall’organo di governo del trasporto aereo per l’aviazione civile internazionale, se decessi si sono verificati attraverso atti di terrorismo, dirottamento o di suicidio pilota, non sono inclusi nel record incidente“.

Il vettore più sicuro tra tutte le compagnie aeree è la statunitense “Southwest“: 22 milioni di voli trasportando 1,5 miliardi di passeggeri fin dalla sua fondazione nel 1971, senza un solo incidente mortale.
Un sondaggio annuale delle più grandi compagnie aeree del mondo ha rivelato quelli con i peggiori record di sicurezza.

AirlineRatings.com ha esaminato audit da enti di aviazione di governo e associazioni e ha fornito valutazioni di sicurezza per 407 compagnie aeree, concedendo loro fino a sette stelle.

Di questi, 148 sono stati dato il punteggio massimo, mentre quasi il 50 ha avuto solo tre stelle o meno.

Un totale di 10 compagnie aeree si sono qualificate con appena una o addirittura zero stelle

1. Batik Air
2. Bluewing Airlines
3. Citilink
4. Kal-Star Aviation
5. Lion Air
6. Sriwijaya Air
7. TransNusa
8. Trigana Air Service
9. Wings Air
10. Xpress Air

L’annuncio segue di un anno preoccupante per l’aviazione che comprendeva due disastri significativi, entrambi i quali riacceso il dibattito le questioni di sicurezza e che circonda le preoccupazioni per il benessere mentale del pilota .

FONTE: www.today.it/


6 novembre 2016

Da Milano o Venezia costa meno andare all’estero che raggiungere l’Isola. È già inutile cercare prezzi più o meno abbordabili anche se mancano due mesi

di Andrea Lodato

CATANIA – Dice da anni la compagnia di bandiera, e confermano anche tutte le altre compagnie, che basta pensarci per tempo, prenotare con anticipo, essere tempestivi e, soprattutto, programmatici, per viaggiare in aereo con tariffe abbordabili. Ovviamente non è così, o è molto relativamente così, nel senso che se per “pensarci prima” si intende prenotare i voli da e per la Sicilia con mesi di anticipo, allora qualcosa, forse, si cava di affrontabile. Ma se passa quel tempo magico, beh sono dolori.
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Due mesi prima di Natale è già tardi o siamo in tempo per strappare un biglietto a costo “similsociale”, magari per tutti quei ragazzi che studiano o lavorano in giro per l’Italia e che devono sopportare (con le loro famiglie) i costi legati al trasferimento, tasse universitarie, vitto, alloggio e vita quotidiana? E’ tardi, tardissimo. Parola dei motori di ricerca che cercano i biglietti aerei più economici. Dando per scontato che l’emigrato potrebbe rientrare il 22 dicembre e ripartire il 9 gennaio, quanto costerebbe un biglietto?

Partiamo da Milano. Prenotare ieri costava 164 euro con Meridiana, 170 con Ryanair, 220 con easyJet e 331 con Alitalia. Stessa data, da Milano a Parigi? 88 euro Alitalia, 75 easyJet, 20 Ryanair, ma si sa Paris toujours Paris… E da Roma, invece? Tariffa più bassa Vueling 90 euro, Alitalia 94, Ryanair 111 (in compenso, però, se vuoi andare a Copenaghen ti ci porta con 45 euro) e Meridiana 242. Non sono nemmeno queste tariffe a prezzo stracciati, chiaro.

Se poi andiamo a leggere i prezzi degli aerei di uno degli scali più battuti del Nord Est, Venezia (utilizzato da chi sta a Padova, a Trento e in quell’area ricca di università e industrie), scopriamo che Alitalia (con scalo) costa 205 euro per Catania e 180 per Palermo. E anche Volotea ti porta a Palermo, ma con 192 euro. E dall’area del Nord Ovest, politecnico di Torino e dintorni? Un Torino-Palermo con Volotea è 292 euro, con Ryanair 327, e, stavolta, quasi quasi ti conviene Alitalia che ti regala il biglietto A/R a 218 euro.

Non c’è discussione, volare è un lusso, anche se prenoti due mesi prima. Certo, abbiamo scelto un periodo “pesante” le vacanze di Natale. Magari la prossima volta i ragazzi li possiamo fare tornare in piena stagione di lavoro o di studio, per trovare qualche biglietto conveniente. Ci sarebbe un ultimo test, da un aeroporto strategico del Centro Nord, Bologna. Dal Gugliemo Marconi al Vincenzo Bellini Ryanair chiede per quelle date 276 euro, Alitalia 215. Robetta, va. Ma anche qui l’invito è chiaro, la tariffa sociale (che ovviamente non tocca per nulla ad una compagnia privata, s’intende) è solo quella turistica: Bologna-Parigi con Ryanair costa 54 euro. E quasi quasi…

Fonte: www.lasicilia.it/


14 ottobre 2016

Milano, Italia – Secondo una nuova ricerca condotta da Jetcost

 

(WAPA) – Un nuovo sondaggio, condotto da un sito web di comparazione voli in concomitanza con la fine delle vacanze estive, ha scoperto i cinque motivi più gettonati per cui ai passeggeri italiani non piace volare oltre le quattro ore, con la sensazione di costrizione e l’evitare i bagni degli aerei in cima all’elenco dei motivi per cui non si avventurerebbero troppo lontano da casa.

 

A confronto, i turisti britannici, francesi, tedeschi e spagnoli sembrano molto più preparati a viaggiare più lontano per raggiungere posti da sogno.

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Il team di www.Jetcost.it ha condotto la ricerca come parte di uno studio in corso sulle attitudini dei viaggiatori europei per quanto riguarda le abitudini vacanziere. 2390 britannici dai 18 anni in su, i quali hanno tutti affermato di aver volato all’estero almeno una volta negli ultimi due anni, sono stati interrogati in merito ai loro pensieri e attitudini riguardanti i voli, e 1000 persone provenienti da Germania, Spagna, Italia e Francia –con una ripartizione equa tra i quattro Paesi- sono stati interrogati sulla massima durata che sopporterebbero di un volo.

Inizialmente, a tutti gli interessati è stato chiesto: “Ti piace volare?”.
A questa domanda la maggior parte di questi, il 44%, ha affermato che volare non li disturba, mentre la restante parte dei rispondenti ha risposto “No, non mi piace” (37%) e “Sì, adoro volare” (19%).

A tutti quelli che hanno risposto di no, è stato chiesto il perché e le risposte più comuni sono state: “non mi piacciono le turbolenze” (32%) e “Ho paura di volare/dell’altezza” (31%).
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Successivamente, a tutti è stato chiesto: “La durata del volo gioca un ruolo fondamentale nella scelta della meta delle vacanze?”. Quasi due terzi dei rispondenti, il 64%, ha detto di sì.

Secondo il sondaggio, a tutti i rispondenti è stato poi chiesto quale fosse la durata massima del volo che avrebbero preso per una vacanza.

Le risposte medie sono state le seguenti:

Germania – 15 ore e 36 minuti

Francia – 12 ore e 37 minuti

Spagna – 8 ore e 59 minuti

Regno Unito – 6 ore e 11 minuti

Italia – 4 ore e 12 minuti.

Per andare un po’ più a fondo, è stato poi chiesto perché la durata del volo fosse importante.
Una volta fornito un elenco di possibili risposte e detto di selezionare tutte quelle pertinenti, i cinque risultati più gettonati sono stati i seguenti:

1 Dopo un po’ soffro la sensazione di costrizione – 45%

2 Preferisco evitare di utilizzare i bagni degli aerei ove possibile – 41%

3 In caso di emergenza, mi piacerebbe poter essere a casa il giorno stesso – 28%

4 I lunghi viaggi mi annoiano – 22%

5 Ho paura della trombosi venosa profonda – 17%

Secondo i risultati, il 28% dei rispondenti ammette di discutere con il proprio partner sulla distanza da percorrere per viaggiare.

Un ulteriore 11% ammette di essersi spinto oltre la propria distanza ideale e di aver avvertito come se il viaggio più lungo avesse smorzato la vacanza.

Fonte: www.avionews.it/


11 ottobre 2016

Le ultime vicende dell’Aeroporto di Bresso approdano in Parlamento.

 

E’ in discussione questa settimana l’interrogazione presentata dall’Onorevole Daniela Gasparini e da diverti altri parlamentari milanesi per conoscere le intenzioni del Governo in merito ai recenti provvedimenti di Enac che aprono l’uso dello scalo a voli commerciali colme aerotaxi.
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Di seguito il testo dell’interrogazione che verrà discussa questa settimana.

“Al Presidente del Consiglio dei ministri, al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, al Ministro dell’ambiente e della tutela del territorio e del mare, al Ministro dell’interno. – Per sapere – premesso che: l’Aeroporto Milano-Bresso «Franco Bordoni Bisleri» è collocato in una delle aree più popolose della Città metropolitana di Milano, e all’interno del più grande parco pubblico d’Europa: il Parco Nord; il Parco Nord è una realtà fortemente voluta dai cittadini che si sono impegnati per la sua realizzazione e sono partecipi alla sua gestione. Per anni si sono battuti per la ricollocazione dell’aeroporto in altra sede, considerandolo incompatibile con la presenza del Parco e hanno successivamente accettato la presenza dello stesso con le limitazioni previste dall’accordo siglato nel 2007.

L’aeroporto opera sotto la giurisdizione della direzione aeroportuale Lombardia dell’Ente nazionale per l’aviazione civile.

L’Ente nazionale per l’aviazione civile disciplina l’accesso e la circolazione attraverso proprie ordinanze e, nello specifico con l’ordinanza n. 3 del 2011 del 15 novembre 2015, alla quale si è di recente succeduta l’ordinanza n. 7 del 2016 del 15 giugno 2016, che è in vigore dal 1o luglio 2016; il regolamento di scalo del 2011 costituiva il punto di caduta degli accordi intercorsi con il protocollo d’intesa del 31 luglio 2007, sottoscritto dalla Presidenza del Consiglio dei ministri, Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, regione Lombardia, provincia di Milano, Consorzio Parco Nord Milano, comuni di Bresso, Cinisello Balsamo e Milano: infatti detto protocollo, ponendo fine ad un lungo conflitto, aveva costituito soluzione di mediazione sul tema dell’incompatibilità dell’aeroporto con il grande polmone verde di Parco Nord.

In particolare l’articolo 2 del più volte citato protocollo in tale ottica escludeva opere o interventi che si potessero configurare come un potenziamento della capacità di traffico.

Il regolamento di scalo n. 1 del 15 dicembre 2011, infatti, individuava quali soggetti operanti all’interno dell’aeroporto: Aero Club Milano, Elite Aviation, a.o.p.a (aircraft oweners and pilots association) Italia e cap (club aviazione popolare).

Tale tipologia di operatori configurava l’aeroporto come scuola per piloti o infrastruttura per piccoli aerei da turismo (traffico consentito vfr – ovvero volo a vista).

Il nuovo regolamento di scalo adottato da Ente nazionale per l’aviazione civile ed in vigore dal 10 luglio del 2016, tradisce, a giudizio degli interroganti, lo spirito ed il dettato del protocollo del 2011: per un verso, ampliando operatività dello scalo al traffico comunitario civile di aviazione generale e di aerotaxi, senza limitazione per il numero di posti.

Per altro, individuando una molteplicità di soggetti concessionari tra i quali la società Sky service che avrà compiti di controllo delle nuove operazioni commerciali (per le quali si procede, di regola, con volo strumentale).

E’ evidente che – alla luce della complessa storia conflittuale su accennata – l’impegno ad evitare interventi che potessero aumentare la capacità di traffico non era (e non può) essere interpretato in modo restrittivo, con riferimento ad interventi infrastrutturali, bensì come un impegno ad astenersi da qualunque iniziativa che produca tale effetto, ivi compresa l’adozione di un nuovo regolamento di scalo che produca tale effetto.

Poco prima dell’adozione del regolamento di scalo n. 7 del 2016 (datato 15 giugno) il prefetto di Milano ha rilevato le inadeguate misure di sicurezza dell’Aeroporto e con decreto prefettizio del 22 marzo 2016 ha regolato le attività di volo in arrivo e in partenza dallo scalo per garantire la tutela della sicurezza pubblica, in costanza di un’utilizzazione della infrastruttura per tipologia di traffico diversa da quella in esercizio dal 1° luglio 2016.

Inoltre, la diversa destinazione di utilizzo – oltre che tradire gli accordi a suo tempo intercorsi – costituisce una modifica che si palesa per gli interroganti tanto più grave ove si consideri che, il comune di Bresso e quelli limitrofi hanno una popolazione tra le più dense d’Italia.

(Bresso 7765 abitanti per chilometro quadrato, Sesto San Giovanni 6975 abitanti per chilometro quadrato, Cinisello Balsamo 5900 abitanti per chilometro quadrato).

La diversa destinazione di traffico, inoltre, non avrebbe dovuto comunque prescindere da una verifica dei livelli di inquinamento acustico ed ambientale e del deterioramento della qualità della vita degli insediamenti urbani limitrofi, che risulta agli interroganti essere stata totalmente omessa dal nuovo regolamento ENAC.

Ed infine, al confine est dell’Aeroporto è presente il sito demaniale che ospita provvisoriamente un centro di accoglienza di migranti gestito dalla Croce rossa italiana.

Il consiglio comunale di Bresso, alla presenza di rappresentanti di Enac il 25 maggio 2016 ha votato all’unanimità il mandato al sindaco per farsi promotore presso il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, il prefetto di Milano ed Enac affinché l’Aeroporto di Bresso rimanga una scuola per piloti e uno spazio per piccoli aerei da turismo, evidenziando anche la preoccupazione delle popolazioni dei comuni limitrofi all’area dell’aeroporto «per la presenza di una pista di atterraggio di dimensioni ridotte e di un sistema di sicurezza e antincendio non adatto a voli di dimensioni elevate» -: quali iniziative intenda assumere il Governo per quanto di competenza, per garantire il rispetto degli impegni formalizzati nel protocollo di cui in premessa, con particolare riferimento alla recente assunzione di iniziative che avrebbero come effetto il potenziamento delle capacità di traffico.

Tale tipologia di operatori configurava l’Aeroporto come scuola per piloti o infrastruttura per piccoli aerei da turismo (traffico consentito vfr – ovvero volo a vista).

Il nuovo regolamento di scalo adottato da Ente nazionale per l’aviazione civile ed in vigore dal 10 luglio del 2016, tradisce, a giudizio degli interroganti, lo spirito ed il dettato del protocollo del 2011: per un verso, ampliando operatività dello scalo al traffico comunitario civile di aviazione generale e di aerotaxi, senza limitazione per il numero di posti.

Per altro, individuando una molteplicità di soggetti concessionari tra i quali la società Sky Service che avrà compiti di controllo delle nuove operazioni commerciali (per le quali si procede, di regola, con volo strumentale).

E’ evidente che – alla luce della complessa storia conflittuale su accennata – l’impegno ad evitare interventi che potessero aumentare la capacità di traffico non era (e non può) essere interpretato in modo restrittivo, con riferimento ad interventi infrastrutturali, bensì come un impegno ad astenersi da qualunque iniziativa che produca tale effetto, ivi compresa l’adozione di un nuovo regolamento di scalo che produca tale effetto”.

Fonte: www.nordmilano24.it/


4 ottobre 2016

Due aerei spia Usa hanno compiuto ieri voli di ricognizione nei pressi delle coste russe sul Mar Nero. E’ quanto stanno rilevando i siti occidentali che tracciano i movimenti degli aerei militari.

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In particolare uno dei due è un bireattore da pattugliamento marittimo Boeing P-8A Poseidon della Us Navy (sopra), con numero identificativo 168859, decollato ieri mattina presto dalla base di Sigonella in Sicilia.

Il Poseidon ha condotto un volo di esplorazione nella parte orientale del Mar Nero, al largo della costa della regione russa di Krasnodar.

Un secondo aereo spia, un quadrireattore dell’Usaf per le operazioni SIGINT (Signal Intelligence) Boeing RC-135W Rivet Joint(sotto), decollato dalla Baia di Suda a Creta, ha sorvolato le acque a sud-ovest della penisola di Crimea.

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Nelle ultime settimane, ricorda l’agenzia russa Interfax, i voli di aerei spia americani lungo i confini russi sono notevolmente aumentati.

Soprattutto nei pressi della costa della Crimea, delle basi russe in Siria (quella navale di Tartus e quella aerea di Hmeimim, vicino a Latakya) e nel Mar Mediterraneo orientale dove sono dislocate le navi militari russe.

Fonte:www.analisidifesa.it/


4 ottobre 2016

Milano, Italia – Dallo scorso primo ottobre nessuna cancellazione, ma solo il trasferimento dei velivoli

vuelin(WAPA) – Per dovere di informazione, un po’ di chiarezza su quanto sta succedendo negli aeroporti di Catania e di Palermo, in merito alla tanto speculata “Chiusura” nei due aeroporti delle basi Vueling (compagnia a basso costo spagnola di International Airlines Group, Iag).

Interpellata l’aviolinea, questa ha precisato ad AVIONEWS quanto segue:

Dal 1° ottobre Vueling ha trasferito gli aerei basati a Palermo ed a Catania, ma questo non comporta la cancellazione di rotte.

Il cambiamento riguarda solo la programmazione di alcuni voli in partenza dai due aeroporti siciliani.

Per l’inverno 2016 infatti, da Catania rimarranno attivi i collegamenti con Roma-Fiumicino, Barcellona, Firenze e Parigi; mentre da Palermo sarà possibile raggiungere Roma-Fiumicino, Barcellona e Firenze“.

(Avionews)
(Cla/Mos)

Fonte: www.avionews.it/


24 settembre 2016

I software in vendita via web per pochi euro riescono a elaborare 300 milioni di password. Le contromosse di compagnie aeree e delle agenzie di sicurezza.

Cinque minuti per accedere al sistema di comunicazione tra aereo e torre di controllo.

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Due giorni per modificare — dalla terraferma — i parametri del «Flight Management System», l’interfaccia di gestione di un volo. Quando Patrick Ky, direttore dell’Agenzia europea della sicurezza aerea (Easa), ha visto i risultati del pilota-hacker che aveva ingaggiato per testare le vulnerabilità, non ha avuto dubbi: bisogna attivare il prima possibile una squadra di pronto intervento, 50-60 poliziotti digitali, che in ogni momento possano fermare un attacco informatico ai velivoli e agli aeroporti. «Perché l’unica certezza è che comunque qualcuno ti aggredirà», ragiona Kurt Pipal, agente dell’Fbi ed esperto informatico.

Attacchi in aumento
Negli ultimi due anni sono in netto aumento gli attacchi cibernetici nel settore dell’aviazione. I jet sono sempre più connessi. Almeno 52 compagnie nell’intero pianeta — calcola la società Routehappy — offrono il wi-fi a bordo in quasi tutti i loro voli. Un numero maggiore fornisce agli assistenti di bordo i tablet per gestire ogni fase del collegamento. Soltanto British Airways, per esempio, ha sviluppato una quarantina di applicazioni e consegnato a comandanti, hostess e steward 17 mila iPad.

Il tutto mentre su eBay è possibile acquistare per una manciata di euro software in grado di elaborare 300 milioni di diverse chiavi di accesso in pochi minuti fino a trovare la password effettiva. Poco più di un anno fa l’esperto di cybersicurezza Chris Roberts è stato fermato e interrogato dall’Fbi dopo aver scritto su Twitter che era in grado di accedere ai comandi di un aeromobile. Ai federali Roberts ha raccontato di essere riuscito a dare persino potenza ai motori di un jet.

La configurazione dei velivoli
Gli aerei sono diventati facili prede degli hacker? «La maggior parte dei velivoli che vola oggi e che offre servizio wi-fi non è stato costruito all’inizio per supportare, nella massima sicurezza possibile, la connettività», sostiene il maggior generale Linda R. Urrutia-Varhall, da poco direttore delle operazioni al National Geospatial-Intelligence Agency, l’ente che ha pedinato via satellite il nascondiglio pakistano di Osama bin Laden.

«Il settore è al centro degli interessi dei terroristi e dei criminali, bisogna condividere di più le informazioni». «Però nessun velivolo, ad oggi, è stato davvero hackerato nelle sue parti essenziali», dice al Corriere della Sera Pascal Andrei, vicepresidente di Airbus Group, da quindici anni il responsabile della sicurezza dei velivoli A380 e A350.

Andrei è a capo di tutto quello che si muove dentro il colosso europeo in materia di protezione dagli attacchi informatici dei velivoli (civili e militari) e dei satelliti. «I nuovi aerei sono sempre più informatizzati e sempre più connessi, ma sono stati anche progettati di conseguenza — aggiunge —. Nell’A380 ci siamo basati sulla partizione: ogni blocco è separato dall’altro, a partire da quello dell’avionica (il vero computer di bordo, ndr)». E se i malintenzionati colpiscono i satelliti mandando in tilt il Gps? «L’aereo è dotato di un suo sistema di geoposizionamento».

I «piani di emergenza»
Insomma, i sistemi «critici» per Andrei non sono attaccabili grazie anche alle leggi internazionali. «Quello che non è regolato è l’intrattenimento di bordo (chiamato Ife, ndr): qui la sicurezza è a carico del singolo vettore». «Gli hacker sono davvero entrati nell’Ife», conferma Alan Pellegrini, amministratore delegato di Thales Usa, azienda che produce strumenti aerospaziali.

Una volta dentro, i malintenzionati possono rubare i dati delle carte di credito, intrufolarsi nelle caselle email, mandare virus per bloccare la visione dei film o rubarli». «Finora abbiamo stabilito 29 scenari di rischio informatico», rivela Calin Rovinescu, ad di Air Canada. Scenari condivisi con le compagnie appartenenti a Star Alliance (la più grande alleanza del mondo) «che ha 18 gruppi che si occupano di cybersicurezza». «Bisogna usare di più gli hacker “buoni” per colmare le lacune informatiche», suggerisce Anja Kaspersen, capo dell’International Security del World Economic Forum.

Cosa che in Airbus, chiarisce Pascal Andrei, fanno già: «Dal 2004 ne abbiamo 14 e si muovono sotto la nostra supervisione oppure si tengono aggiornati». Non saranno gli unici. «Molti altri, quando mi incrociano, chiedono di venire a lavorare in Airbus. E noi i migliori li prendiamo».

Fonte: www.corriere.it/

 

 


4 agosto 2016

Compagnia ha confermato disponibilità aumentare voli in Italia

Incontro al ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti tra il ministro Graziano Delrio e i presidenti della Regione Abruzzo, Luciano D’Alfonso, e della Sardegna, Francesco Pigliaru, con l’amministratore delegato di Ryanair Michael O’Leary. Al centro del confronto l’impegno per la ripresa dei voli low cost negli aeroporti di Alghero e Pescara, su cui si sta lavorando. Lo fa sapere lo stesso dicastero.

L’amministratore delegato di Ryanair ha espresso apprezzamento per i provvedimenti assunti sulla riduzione tasse aeroportuali e per l’adeguamento in corso delle linee guida inerenti le incentivazioni per l’avviamento e lo sviluppo di rotte aeree alle previsioni europee, riguardanti il test dell’operatore privato in una economia di mercato. Ryanair – riferisce il Ministero – ha confermato la disponibilità ad ulteriori incrementi dei voli in Italia.

DEIANA, INCONTRO POSITIVO E REGIONE STA LAVORANDO – “È stato un incontro sicuramente positivo, alla luce del ritiro dell’aumento della tassa d’imbarco fin da settembre, della conferma di tale provvedimento anche per i prossimi anni con la legge di stabilità, nonché dell’impegno del Governo a rivedere le linee guida sui rapporti tra scali e vettori in senso meno restrittivo. Nel frattempo la Regione non ha mai smesso di lavorare per individuare una soluzione che consenta di mantenere in Sardegna i livelli di traffico internazionale ai quali non possiamo rinunciare“. Lo dice l’assessore dei Trasporti, Massimo Deiana, dopo l’incontro che si è tenuto oggi a Roma con Ryanair.

Per Alghero siamo impegnati costantemente sul filo dei giorni, perché è questo il tempo per definire i programmi operativi dalla prossima stagione – continua Deiana – ci stiamo confrontando con gli uffici del ministero, della Commissione europea e della rappresentanza italiana tenendo conto delle stringenti indicazioni che provengono anche dalla ultima decisione di Bruxelles“.

Replicando all’opposizione e al sindaco di Alghero, Deiana sottolinea che, “rispetto all’aeroporto abruzzese, gli scali sardi hanno volumi di traffico molto superiori, e per tale motivo a loro si applicano regole e soluzioni differenziate. In questi ultimi mesi mi risulta che i vertici della società di gestione di Alghero abbiano sviluppato tutte le interlocuzioni commerciali per raggiungere l’obiettivo, ma solo in queste ultime ore, a seguito della notificazione della decisione della Commissione, si è potuta valutare in concreto l’esistenza di strade praticabili per attribuire le necessarie coperture finanziarie, senza le quali l’aeroporto, anche a causa delle note condizioni societarie, non è in grado di finalizzare alcun accordo“.

SINDACO ALGHERO. ABRUZZO SI E’ FATTA TROVARE PRONTA– “Ryanair ha rimosso tutti gli ostacoli per poter tornare. Quindi, la riunione sarebbe andata bene per tutti. Pare però che la SAGA, società di gestione di Pescara, sia più avanti. Cioè sia pronta anche la prossima settimana a firmare il contratto incentivato“. Lo scrive su Facebook il sondaco di Alghero Mario Bruno, in merito alla riunione a Roma tra Governo, Ryanair e Regioni Sardegna e Abruzzo.

L’Abruzzo si è fatta trovare pronta, ha lavorato parallelamente all’attesa della diminuzione delle tasse, ha definito tutte le clausole contrattuali, agisce da Piem, ha fatto il test Meo. Alghero invece lo deve fare rapidamente se non vuole perdere Ryanair e il segmento low cost – osserva Bruno -. Quindi Pescara è gia pronta a rivedere le clausole contrattuali, a fare da pubblico investitore in un’economia di mercato, ha fatto l’analisi ex ante dei ricavi incrementali e per la parte non coperta da Meo Test (come dicono gli orientamenti 2014) farà evidenza pubblica. Lo stesso deve fare la società di gestione di Alghero e la Regione Sardegna“.

TEDDE (FI), FUMATA GRIGIA PER SARDEGNA – “La fumata bianca per l’Abruzzo e grigia per la Sardegna dimostra ancora una volta che l’unico a non avere fatto la sua parte è il presidente Pigliaru“. Così Marco Tedde, vice-capogruppo di Forza Italia-Sardegna in Conisglio regionale commenta l’esito dell’incontro sulla questione Ryanair, che ha visto la conferma delle rotte abruzzesi e non anche di quelle per l’isola.

Per due anni e mezzo – prosegue Tedde – hanno detto che aspettavano il Governo, l’Europa e perfino Godot. Cosa è accaduto? Che, se pur in via provvisoria, Roma ha sospeso l’addizionale di imbarco ed è arrivata la decisione della Commissione Ue che fa salva la situazione di Alghero. Gli unici ad aver prodotto solo comunicati stampa sono Pigliaru e Deiana. Sostenuti per tanto tempo dall’atteggiamento spensierato e complice dei sindaci di Sassari e Alghero che oggi si scontrano sulla privatizzazione“.

Secondo Tedde, “davanti ai dati disastrosi del calo dei passeggeri Deiana e Pigliaru non hanno fretta di ripristinare il sistema low cost, ma hanno una irrefrenabile premura, come denuncia l’ex sindaco di Alghero, di privatizzare l’aeroporto di Alghero. Un comportamento irresponsabile che fa intuire fini poco coerenti col pubblico interesse“.

Fonte: www.ansa.it/


7 aprile 2016

La compagnia aerea Ryanair ha dichiarato che tutti i suoi voli da e per la Grecia previsti per oggi giovedì 7 aprile sono stati cancellati.

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Il motivo sembra essere uno sciopero organizzato dalla Grecia stessa. I clienti sono stati tutti contattati, avvisati della situazione e sulle opzioni a disposizione. “Ci scusiamo sinceramente – si legge in una delle nota della compagnia – con tutti i clienti colpiti da queste immotivate azioni di sciopero”. La sospensione del traffico aereo sembra per fortuna riguardare solo un arco di tempo di 24 ore, poi la situazione dovrebbe tornare normale.

Chi aveva programmato un viaggio in Grecia o di ritornare dalla stessa domani, ha avuto una spiacevole sorpresa. Nel comunicato, Ryanair ha affermato di aver contattato, tramite email o sms, tutti i clienti che avrebbero dovuto prendere un volo per andare, o tornare, dalla Grecia. Le opzioni a disposizione di questi viaggiatori sono: ottenere un pieno rimborsosul viaggio, poter prenotare il prossimo volo disponibile, scegliere una rotta alternativa.

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La compagnia, come si legge nella nota, ha fatto appello al Governo Greco e allaCommissione Europea per sbloccare la situazione ed impedire che simili situazioni si ripetano. “Non si può avere un mercato unico in Europa – dichiarano – se permettiamo poi a minuscoli sindacati nazionali di chiudere regolarmente i cieli”.

Lo sciopero sembra irremovibile ma, stando al comunicato Ryanair, dovrebbe riguardare solo la giornata di oggi. Da venerdì, i voli dovrebbero riprendere senza ulteriori interruzioni.

Fonte:www.vnews24.it/


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